“Obbedisci e da’ gioia alla gente”

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ZENIT / di Paul de Maeyer

L’amore infinito e “senza amore” di Gesù. Questo il tema che papa Francesco ha sviluppato giovedì 18 maggio 2017 nell’omelia mattutina, nella cappella della “Domus Sanctae Marthae”, riportata dalla Radio Vaticana.

“Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi”, ha dichiarato il Papa, citando l’odierno brano — molto breve — del Vangelo di Giovanni (15,9-11).

La base dell’agire cristiano è senz’altro il Decalogo, ma poi tutto quello che ha insegnato Gesù, ha affermato Francesco, ricordando che ci sono “altri amori”, cioè quelli che ci propone il mondo, ad esempio l’amore al denaro, l’amore alla vanità, all’orgoglio, al potere e così via.

Questi amori però non sono né quelli di Gesù, né quelli del Padre, anzi ci allontanano dall’amore di Gesù, ha avvertito Francesco, che poi ha fatto un altro distinguo.

Infatti, “ci sono altre misure di amare”, ha spiegato il Pontefice. “Amare a metà, questo non è amare. Una cosa è volere bene e un’altra cosa è amare”, ha detto Francesco, sottolineando che l’unica misura dell’amore è proprio quella di “amare senza misura”, e quindi anche “senza questo amore tiepido o interessato”.

La qualità o l’elemento che contraddistingue chi segue il cammino dell’amore indicato da Gesù è la gioia, ha proseguito Francesco, che ha ricordato che entrambi — l’amore e la gioia — “sono un dono”.

A questo punto della sua meditazione, Francesco ha raccontato un aneddoto, di un sacerdote che dopo essere stato nominato vescovo andò a visitare suo padre. Dopo aver informato il padre della novità, egli rispose: “‘Obbedisci e da’ gioia alla gente”.

“Quest’uomo aveva capito questo: obbedisci all’amore del Padre, senza altri amori, obbedisci a questo dono e poi, da’ gioia alla gente”, ha detto il Papa, che ha esortato tutti i battezzati — laici, sacerdoti, consacrati, vescovi — a seguire questo consiglio. “La nostra missione cristiana è dare gioia alla gente”, ha detto alla conclusione della sua meditazione.

 

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