FOTO A Monteprandone l’incontro diocesano con i Gruppi ministranti

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di Paola Travaglini

MONTEPRANDONE – Domenica 14 maggio, presso la Parrocchia Regina Pacis, si è svolto l’incontro con i Gruppi Ministranti.
Le parrocchie partecipanti sono sono state: Madonna della Speranza, San Filippo Neri, San Giuseppe (Paolantonio), San Gabriele (Villa Rosa), San Benedetto Martire e Santa Maria della Marina.
Presenti il vescovo Mons. Carlo Bresciani e i sacerdoti don Roberto, don Ulderico e don Lorenzo.
“Il vostro servizio è un vero servizio che noi facciamo a Dio e alla Chiesa, ci invita a diventare strumenti del suo amore , persone che poi nella vita riescono a tradurre attraverso la bontà , la gioia ,l’entusiasmo,la voglia di vivere e di servire” – ha affermato don Ulderico .
La prima parte, ha visto i ragazzi impegnati in un piccolo gioco-test, formato da 42 domande per  mettere alla prova le loro conoscenze indovinando la funzione dei vari oggetti presenti.
Con don Lorenzo, si è poi parlato del comportamento giusto da seguire durante la messa. “Il corpo manda dei segnali importanti anche se non parliamo; nella liturgia il linguaggio è di fondamentale importanza. Il segno della croce ad esempio è importantissimo e non bisogna farlo di fretta; dobbiamo educarci sempre di più’ a questo linguaggio che il nostro corpo assume.
Il compito del Ministrante è quello di aiutare gli altri, a partecipare meglio alla celebrazione ,perciò bisogna anche saper dare il buon esempio, essere rispettosi ed attenti; è una responsabilità grande”. Altri poi,sono stati gli atteggiamenti che si sono analizzati, tra cui, quello dello stare in piedi, visto come segno di rispetto e di festa perchè accogliamo il Signore che ci ha convocati (si sta in piedi per accogliere,per chiedere perdono e per cantare la nostra lode a Dio).
L’ascolto…ci si mette seduti e poi si torna in piedi per il Vangelo , l’ascolto deve trovare un suo significato, il mettersi in ginocchio indica rispetto per dei momenti in cui la preghiera si fa più particolare ,lo si fa con la preghiera eucaristica.
Quando il sacerdote pone le sue mani sul pane e sul vino noi ci inginocchiamo .
Dalla preparazione alla messa fino a quando si torna in sacrestia bisogna stare attenti a tutto ciò che accade e stare in silenzio. Anche il modo di tenere le mani è fondamentale;  bisogna tenerle giunte come segno di raccoglimento . Sono stati analizzati inoltre alcuni gesti speciali come l’inchino del capo o la genoflessione del corpo (si riserva all’eucarestia) e lo scambio della pace non deve diventare un momento di confusione e va fatto con il compagno vicino.
L’intenso pomeriggio si è concluso con  la messa presieduta da Mons. Carlo Bresciani che ha ribadito l’importanza fondamentale nel capire cosa stiamo cercando realmente.
“La parola di Dio deve aiutarci a capire cosa stiamo vivendo in questo momento ,bisogna vivere  la nostra vita intensamente ed essere pietre vive “, ossia partecipare intensamente alla liturgia ”- ha detto il vescovo Bresciani .

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