Papa Francesco: “Accogliere la sorpresa di Dio”

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Print this page

Zenit/Paul de Maeyer

VATICANO – “Lo Spirito è il dono di Dio, di questo Dio, Padre nostro, che sempre ci sorprende.” Lo ha affermato papa Francesco lunedì 8 maggio 2017 nella sua omelia mattutina a Santa Marta, nella quale si è soffermato sull’odierno brano degli Atti degli Apostoli (11,1-18).

Come ha spiegato il Papa, l’episodio del confronto tra l’apostolo Pietro e gli altri discepoli dimostra che nella Chiesa degli inizi alcuni avevano paura delle novità, in questo caso l’apertura ai pagani e la loro integrazione nella comunità.

Ma il Signore ci sorprende sempre, ha ricordato Francesco, poiché è “un Dio vivo”, “un Dio che abita in noi”, che “cammina con noi e in questo cammino ci sorprende sempre”.

La vicenda ci insegna che non bisogna opporsi allo Spirito Santo e giustificare il proprio agire, dicendo che “si è fatto sempre così”. Di fronte alla contestazione, Pietro è stato capace di “accogliere la sorpresa di Dio” e ha preso una decisione “coraggiosa”.

La resistenza allo Spirito è anche il rimprovero che il protomartire Stefano ha rivolto ai membri del Sinedrio, ha ricordato il Papa. “Voi e i vostri padri avete resistito sempre allo Spirito Santo”, disse Stefano. Si tratta — così ha detto Francesco — della “chiusura alla voce di Dio”.

A questo punto della sua meditazione, il Papa si è soffermato sul Vangelo odierno del Buon Pastore (Giovanni 10,11-18) e ha sottolineato che Gesù vuole “un solo gregge e un solo pastore”. Quindi, non ci possono essere “credenti di seconda classe”.

La resistenza allo Spirito Santo, ha affermato Francesco, “uccide”: “uccide la libertà, uccide la gioia, uccide la fedeltà allo Spirito Santo che sempre agisce in avanti, portando in avanti la Chiesa.”

Quindi, come si può sapere “se una cosa è dello Spirito Santo o è della mondanità, dello spirito del mondo, o è dello spirito del diavolo?”, ha chiesto il Papa.

Occorre “chiedere la grazia del discernimento”, così ha risposto, ricordando che il discernimento — un elemento fondamentale nella spiritualità ignaziana — è lo strumento “che lo stesso Spirito ci dà”.

“Chiediamo al Signore la grazia del discernimento per non sbagliare strada e non cadere nell’immobilità, nella rigidità, nella chiusura del cuore”, così ha concluso la sua meditazione, ricordando che la fede “non cambia mai” ma “è in movimento, cresce, si allarga”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *