Segreteria per la Comunicazione: mons. Viganò “nuovo sistema integrato” per servire meglio la Chiesa

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“Abbiamo condiviso, affrontato, dibattuto su un documento sulla cultura digitale”. Moltissime le riflessioni e gli apporti da parte delle Chiese di tutto il mondo. “Ora faremo una redazione” che tornerà “ai membri per una lettura e una revisione, dopodiché faremo i passi formali” per la pubblicazione di questo documento sulla cultura digitale, il primo della Segreteria. A tracciare il bilancio della prima assemblea plenaria della Segreteria per la Comunicazione della Santa Sede, che si è conclusa oggi, è mons. Dario Edoardo Viganò, prefetto della SpC istituita da Papa Francesco il 27 giugno 2015. In un’intervista a Radio Vaticana, Viganò sottolinea l’importanza di “una riflessione della Chiesa sulla cultura digitale non solo per il mondo ad extra, penso all’evangelizzazione, alla catechesi”, ma anche per la formazione dei sacerdoti nei seminari. Un tema che “emerge sempre durante le visita ad Limina” dei vescovi delle varie Chiese locali che vengono anche  alla SpC.

Del discorso rivolto ieri dal Papa al Dicastero, Viganò evidenzia tre aspetti: anzitutto, “quello di procedere con decisione”; quindi “il richiamare il fatto che c’è una storia gloriosa”, ma che “come Chiesa” occorre procedere “verso un nuovo sistema integrato – dice il Papa – e a gestione unitaria”. Il terzo elemento è il richiamo di Francesco al “lavoro di squadra”, necessario in tutti i lavori e ancor più nella comunicazione. Per quanto riguarda il prosieguo della riforma dei media vaticani, il prefetto della SpC ricorda che, come sottolineato dal Papa, “questa fase di accorpamento e ripensamento di una struttura nuova” non “è un insieme, una fusione di dicasteri precedenti, ma è la costruzione ex novo di qualche cosa”. Tre le indicazioni emerse dalla plenaria. Anzitutto “incontrare i responsabili della Commissione comunicazione delle varie Conferenze episcopali, magari immaginando degli incontri continentali” per raccontare loro la riforma e ascoltare le loro esigenze. Quindi la richiesta di mettere in rete tutte le Facoltà di comunicazione cattoliche del mondo; infine procedere all’implementazione del documento con le riflessioni dei membri, e alla sua pubblicazione.

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