Il racconto della XVI Assemblea Nazionale dell’Azione Cattolica, presenti anche una delegazione da San Benedetto

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Print this page

DIOCESI – Lunedì primo maggio in una sala gremita di oltre 700 delegati, colma di entusiasmo e di gioia che caratterizza l’associazione più longeva della storia del nostro Paese, si è conclusa la XVI Assemblea Nazionale. L’Azione Cattolica, con i suoi 150 anni di storia è parte significativa della memoria collettiva del passato, vive i fermenti del presente, contribuisce a costruire il futuro del Paese”. Lo si legge nel “Messaggio al Paese”, testo che conclude l’Assemblea nazionale dell’associazione, svoltasi dal 28 aprile al 1° maggio alla Domus Pacis di Roma, e un incontro con il Papa, in piazza San Pietro, domenica 30 aprile. “È alla Chiesa tutta, e al Paese intero, che ci rivolgiamo al termine di questa Assemblea nazionale. Non con un appello che impegna altri a fare, ma – si legge nel documento – con una promessa che impegna noi stessi.

La promessa di restare pienamente innervati nel cuore dei nostri territori, nella vita delle parrocchie, soprattutto nella vita concreta delle persone che camminano con noi in questa parabola complessa ma affascinante della storia”. “Voglio un’Azione cattolica tra la gente, nella parrocchia, nella diocesi, nel Paese, nel quartiere, nella famiglia, nello studio e nel lavoro, nella campagna, negli ambiti propri della vita”, ha detto Bergoglio all’Ac. “Con questo stile popolare desideriamo aiutare le nostre Chiese locali a prendere sul serio l’Evangelii gaudium, per tradurla in concreto in ciascun contesto”. Il Messaggio ricorda il compito educativo dell’Ac, il profilo popolare e democratico dell’associazione.

“Ci impegniamo per ricucire un’Italia lacerata da tante divisioni. Il nostro impegno è prima di tutto personale, verso tutte le donne e gli uomini del nostro tempo”. “Il nostro impegno si fa comunitario: vogliamo abitare i luoghi della vita sociale e civile del Paese, e per questo accogliamo l’invito dei vescovi italiani a esercitare il discernimento come ‘quel processo che porta a riconoscere il bene e induce a prendere parte, a non cercare il quieto vivere e il conforto dell’abitudine, a non essere spettatori ma corresponsabili del bene comune’”. Un pensiero conclusivo è rivolto “ai fratelli e alle sorelle, agli adulti, ai giovani e ai bambini di ogni nazionalità e di ogni religione che ogni giorno rischiano la vita nel Mediterraneo”.

Presente alla quattro giorni romana, la delegazione diocesana di San Benedetto del Tronto composta da: Adamo Di Giacinti Presidente diocesano , l’assistente generale don Luigino Scarponi, il Vice Presidente Marco Sprecacè, dai responsabili ACR Lorenzo Felici e Simone Gasperi, arricchita dalla presenza di Loris, Miriam e Federico dell’EDR (equipe diocesana ragazzi) .

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *