Papa Francesco riceverà Donald Trump il 24 maggio

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ZENIT / di Anne Kurian

Papa Francesco riceverà mercoledì 24 maggio, alle ore 8.30, nel Palazzo Apostolico in Vaticano il presidente statunitense Donald Trump. Ad annunciarlo è un comunicato della Sala Stampa vaticana, diffuso nel pomeriggio di giovedì 4 maggio.

Dopo l’Udienza dal Papa, il 45° presidente degli USA incontrerà anche il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato, che sarà accompagnato dal Segretario per i Rapporti con gli Stati, mons. Paul Richard Gallagher.

Si tratterà del primo incontro tra il Pontefice e Trump, che nei giorni scorsi ha superato il traguardo dei suoi primi cento giorni alla Casa Bianca.

La visita di Trump in Vaticano non rimarrà inosservata. Ben note sono le parole che pronunciò il Pontefice durante la conferenza stampa sul volo di ritorno dal Messico, il 17 febbraio 2016.

Rispondendo alla domanda di un giornalista riguardo al muro che Trump voleva costruire lungo la frontiera col Messico, il Papa rispose: “Una persona che pensa soltanto a fare muri, sia dove sia, e non a fare ponti, non è cristiana. Questo non è nel Vangelo.”

Successivamente, intervistato da Eugenio Scalfari, del quotidiano “La Repubblica”, Francesco disse alla vigilia delle presidenziali USA: “Io non do giudizi sulle persone e sugli uomini politici, voglio solo capire quali sono le sofferenze che il loro modo di procedere causa ai poveri e agli esclusi”.

Poi, nel suo messaggio per l’insediamento di Trump come presidente degli USA, il 20 gennaio scorso, Francesco formulò il seguente augurio: “Sotto la sua guida, possa la statura dell’America continuare ad essere misurata soprattutto dalla sua preoccupazione per i poveri, gli emarginati, e coloro che, come Lazzaro, stanno davanti alla nostra porta”.

In fine, solo pochi giorni fa, sabato 29 aprile 2017, durante la conferenza stampa sul volo di ritorno dal Cairo, papa Francesco si è espresso anche sulla crisi coreana, invitando i leader “a un lavoro per risolvere i problemi sulla strada della diplomazia”. “La strada è la strada del negoziato, la strada della soluzione diplomatica”, aveva ribadito il Papa.

 

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