La programmazione settimanale del Cinema Margherita di Cupra

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CUPRA MARITTIMA – Il Cinema Margherita di Cupra Marittima da giovedì 4 a lunedì 8 maggio propone:

  • La tenerezza di Gianni Amelio, con Elio Germano, Giovanna Mezzogiorno, Micaela Ramazzotti, Greta Scacchi, Renato Carpentieri.
  • Baby Boss di Tom McGrath

Al Cinema Margherita proseguono gli appuntamenti con il Cinema d’Essai, martedì 9 maggio la rassegna In a lonely place il regista  Davide Montecchi, presente in sala,  si intratterrà con il pubblico dopo la proiezione.

La tenerezza: Lorenzo è un anziano avvocato appena sopravvissuto ad un infarto. Vive da solo a Napoli in una bella casa del centro, da quando la moglie è morta e i due figli adulti, Elena e Saverio, si sono allontanati. O è stato lui ad allontanarli? Al suo rientro dall’ospedale, Lorenzo trova sulle scale davanti alla propria porta Michela, una giovane donna solare e sorridente che si è chiusa fuori casa, cui l’avvocato dà il modo di rientrare dal cortile sul retro che i due appartamenti condividono. Quella condivisione degli spazi è destinata a non finire: Michela e la sua famiglia – il marito Fabio, ingegnere del Nord Italia, e i figli Bianca e Davide – entreranno nella vita dell’avvocato con una velocità e una pervasività che sorprenderanno lui stesso. Ma un evento ancor più inaspettato rivoluzionerà quella nuova armonia, creando forse la possibilità per recuperarne una più antica. (www.trovacinema.it)

“La tenerezza è la storia di un uomo che ha fatto della sua ambiguità una professione scegliendo di non essere giudice nella speranza di non venire giudicato, e Amelio lo racconta con una solidarietà legata anche al passare del tempo, a quel momento della vita in cui si vorrebbe perdonare tutti e meritare il perdono di ognuno, e a quella lettura quotidiana dei necrologi in cui si teme sempre di trovare l’ennesimo nome di un amico. Ma la dimensione universale del suo magnifico film è quella della solitudine come segno di questi tempi in cui ognuno, anche all’interno di una famiglia, fa e pensa per sé, in cui le responsabilità affettive sono percepite come blocchi alla propria crescita individuale e fonti costanti di preoccupazione (ovvero specchi della propria inadeguatezza a proteggere), mai come risorse cui attingere nel momento del bisogno, o anime affini con cui condividere quei rari momenti di gioia in cui si esce dalla porta di casa cantando.
Questa Napoli che unisce modernità e passato, generosità e sopraffazione, è un mondo di orfani mai cresciuti costretti ad indossare una maschera sociale che non corrisponde ai loro desideri infantili, e dunque pronti a distruggere i propri giocattoli più amati, a negare persino di amarli, per non dover vivere nella paura di vederseli portare via.” (Paola Casella – Mymovies.it)

Baby Boss: Tim Templeton è un bambino felice: ha sette anni e mezzo, i genitori lo adorano, ed è dotato di una fervida immaginazione che gli permette di vivere ogni situazione come un’eccitante avventura. Almeno finché non arriva in casa il nuovo fratellino, che istantaneamente monopolizza le attenzioni e l’affetto dei genitori lasciando Tim da solo a domandarsi come sia potuto succedere che il neonato sia diventato il boss in casa sua. Nello sguardo di Tim, Baby Boss è infatti un piccolo dittatore, un adulto travestito da bebè con un’agenda nascosta della quale i loro genitori sono all’oscuro. Sarà lo stesso Baby Boss a rivelare i suoi piani a Tim perché, oltre ad andare in giro in giacca, cravatta e ventiquattrore come un dirigente aziendale, è un neonato parlante, la cui missione è contrapporsi al trend che sta rubando l’attenzione dei potenziali genitori per dirottarla verso altre creature irresistibili: i cuccioli di cane. (www.mymovies.it)

“Per gli spettatori più piccoli la complessità della trama e la rapidità dell’azione potrebbero essere troppo difficili da seguire, ma per i coetanei di Tim questa vicenda che trasforma le loro paure in avventura sarà uno spasso. Baby Boss diverte anche i genitori sia perché è ricco di inside joke dedicati proprio a loro, sia perché i temi che affronta riguardano anche gli over 10: fra questi, lo spodestamento dei neonati da parte degli animali da compagnia, così preoccupante negli Stati Uniti da essere stato denunciato anche da Papa Francesco. Baby Boss focalizza l’attenzione del pubblico anche su alcuni misteri legati alla prima infanzia, a cominciare dall’oscuro potere del ciuccio: non c’è genitore che non si sia chiesto quale sia il vero motivo per cui un oggetto di gomma riesce a calmare quasi istantaneamente un infante in piena crisi di pianto. E il film dà voce al desiderio segreto non solo di molti fratelli e sorelle maggiori, ma anche di tanti genitori stravolti dalla fatica dei primi mesi di cura, quando pensano, anche solo per un istante: “Vorrei che non fossi mai nato”.
Con apparente leggerezza, attraverso un copione che è una trovata la minuto, Baby Boss si misura con molte paure reali, e definisce l’amore non come un grafico (aziendale) a torta ma come un intero infrazionabile.” (Paola Casella – Mymovies.it)

Anche per la stagione 2016-2017 il Cinema Margherita propone la Tessera Acec Marche. La tessera costa € 5, permette di avere 5 ingressi ridotti, più uno in omaggio, ed è utilizzabile in tutte le Sale Acec Marche.

Ingressi: € 6,50 interi, € 5,00 ridotti

Ingresso universitari: € 4,00

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