Diocesi, “Amoris laetitia: cosa cambia” questa sera l’ultimo incontro di formazione al Biancazzurro

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DIOCESI – Questa sera, mercoledì 26 aprile alle ore 21.15 presso il Biancazzurro si terrà il quarto ed ultimo incontro diocesano di formazione aperto a tutta la comunità cristiana ed in particolare agli operatori pastorali e alle realtà ecclesiali.
Dopo aver riflettuto sulla Chiesa locale con il Vescovo di Brescia Mons. Monari, sulla conversione pastorale con don Armando Matteo e sulla pastorale giovanile con don Michele Falabretti, affrontiamo il tema della pastorale familiare a partire dall’esortazione di papa Francesco Amoris Laetitia con l’aiuto di don Paolo Gentili, direttore dell’ufficio per la pastorale della famiglia per la CEI.
Amoris laetitia: cosa cambia” sarà il tema trattato con i laici mentre con i presbiteri ed i diaconi giovedì 27 aprile ad Acquaviva Picena presso i Padri Agostiniani scalzi l’argomento trattato sarà “Amoris laetitia: una chiesa alla scuola della famiglia”.

Da anni ormai l’attenzione della Chiesa nella pastorale si concentra sulla famiglie e sui giovani. Forse occorre prendere coscienza che «oggi, più importante di una pastorale dei fallimenti è lo sforzo pastorale per consolidare i matrimoni e così prevenire le rotture»[1].  Ha scritto don Paolo: “Per ravvivare la memoria, spalancare la speranza e immergere nella promessa tante coppie di sposi che magari non sono separati, ma pur vivendo sotto lo stesso tetto risultano quasi estranei, occorre far sentire il profumo di Cana”. Si tratta allora di mettersi al servizio del vangelo del matrimonio e diventare autentici sommelier del vino di Cana perché non manchi la gioia dell’amore.

Incontrarsi e confrontarsi è utile e necessario per riscoprire tutta bellezza del vangelo della famiglia e saper entrare nelle realtà quotidiane della vita familiare, con semplicità e con grande profondità, con lo stile suggerito dalle parole e dallo stile di papa Francesco.

Ha scritto il nostro Vescovo: “Una cosa è impressionante: l’Esortazione trasuda  comprensione, affetto, empatia, vicinanza al cammino e alle difficoltà di ogni famiglia. Esprime incoraggiamento, invita al superamento di ogni timore ad abbracciare il sacramento del matrimonio, parla il linguaggio dell’esperienza e della speranza. Trasuda speranza, e speranza in abbondanza. Offre l’immagine di un padre che, senza nascondere nessuna verità, si china con la braccia aperte ad accogliere tutti, con l’ansia di donare a tutti la misericordia di Dio esortando a non scoraggiarsi mai: “Camminiamo, famiglie, continuiamo a camminare!”, senza scoraggiarsi per le difficoltà, solo così potrete godere la gioia dell’amore”.

[1] Papa Francesco, Amoris Laetitia n. 307, 8 aprile 2016.

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