6 – Giorgio La Pira: la crescita umana e spirituale dell’uomo

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Leggi le prime cinque puntate
– un Santo moderno che moderno non era!
– un moderno che scopre le sue origini
– Cattolici in azione
– Il Vangelo non si può cambiare, le leggi sì!
– Giorgio La Pira: marxismo o Vangelo?

Facciamo un piccolo passo indietro rispetto a quando La Pira era sindaco. E’ il 1946 e La Pira viene nominato all’Assemblea Costituente. Farà parte del gruppo dei 75 padri costituenti. Il suo pensiero da cattolico laico ormai era formato. Le sue esperienze in Azione Cattolica, il Codice di Camandoli, i suoi scritti, le riviste fondate, i convegni ai quali partecipò come relatore gli avevano ormai permesso di acquisire un’esperienza capace di poter dare un contributo sostanziale a quella grande responsabilità, soprattutto per lui che in ogni cosa sentiva il peso dell’evangelizzazione.
La Costituzione è imperniata del pensiero lapiriano. In particolare nei primi articoli, quelli che riguardano i principi fondamentali, si sente la sua mano. Lo stesso primo articolo “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”, non può che essere di sua ispirazione. L’idea che lo Stato dovesse garantire la piena occupazione, era il punto cardine del suo pensiero e forse se ne riesce a comprendere anche il perché. Lo scopo di uno Stato, sempre secondo La Pira, deve essere la crescita umana e spirituale dei suoi cittadini, ma questo può avvenire solo se prima vengono appagati i bisogni primari. “Il pane e quindi il lavoro è sacro, la casa è sacra, non si toccano né l’uno né l’altro.”
Il lavoro e la casa non era lo scopo vero del suo mandato politico, il suo scopo era elevare spiritualmente l’uomo, ma per raggiungerlo era necessario procurare a tutti il lavoro e la casa.
Ovviamente, il lavoro di redazione della Costituzione non fu facile e La Pira non riuscì a farsi approvare gli articoli così come li aveva formulati e pensati lui, ma sicuramente la sua presenza è stata ispiratrice di tutti quegli articoli che richiamano alla crescita spirituale e che danno sostegno al mondo associativo, luoghi considerati da La Pira idonei alla crescita umana.
Rileggendo per questa occasione i principi fondamentali della Costituzione, dal richiamo al lavoro, al mondo associativo, al dovere dei singoli per la crescita della Repubblica, mi sono reso conto di quanto ancora c’è da fare. Sono convinto che La Pira, almeno lui, non scrisse questi principi solo per fare bella la Costituzione, per darle un bel vestito. Sono sicuro che La Pira, visionario com’era, considerava tali principi necessariamente da perseguire fino al loro raggiungimento. Per La Pira tali principi non erano principi, ma dettato normativo.
Ognuno di noi in quanto cattolici dovrebbe impegnarsi affinché quei principi fondamentali che ispirano la nostra Repubblica, divengano realtà.

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