A Roma la “Settimana della Carità”

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ZENIT

ROMA  «La colletta e la veglia di preghiera sono esperienze per formare i cuori all’incontro con Dio attraverso l’amore verso il prossimo e con l’impegno concreto nella carità». Così monsignor Enrico Feroci, direttore della Caritas diocesana, presenta la Settimana della carità, tradizionale appuntamento di fine Quaresima. Sono due le iniziative promosse dall’ufficio del Vicariato: domenica 2 aprile, Giornata della carità, in tutte le chiese di Roma si terrà la colletta a sostegno dei 49 centri di accoglienza promossi dalla diocesi per rispondere ai bisogni della città. Mentre giovedì 6 aprile, alle ore 19.30, nella basilica di San Giovanni in Laterano, il cardinale Agostino Vallini presiederà la veglia di preghiera con la consegna del mandato pastorale agli animatori della carità. “Misericordia ricevuta, misericordia donata” il tema della preghiera che verrà animata da Frère Alois, priore della Comunità di Taizé. 

La colletta di domenica contribuirà all’attività dei 49 centri diocesani – ostelli, comunità, case famiglia e mense sociali che operano a supporto delle comunità parrocchiali coordinandosi con i centri di ascolto. Un’attività che, solo nel 2016, ha visto impegnati più di 6mila volontari per dare da mangiare a oltre 10mila persone, accogliere 2.400 senza dimora, curare 5mila malati indigenti, incontrare e sostenere 5mila detenuti. Grande l’impegno delle parrocchie per dare “ascolto” a 48mila famiglie. Oltre 350mila pasti distribuiti, 200mila pernottamenti, 15mila prestazioni sanitarie, 10mila visite domiciliari a famiglie e anziani.  Il tutto è illustrato nel rapporto con statistiche e approfondimenti. Un’opera pedagogica che ha coinvolto anche più di 6mila studenti delle scuole romane e ha visto la promozione di circa 200 appuntamenti tra convegni, seminari, corsi di formazione per medici e giornalisti, un master universitario nonché la pubblicazione di numerosi libri e sussidi pastorali.

Il 2016 è stato l’Anno Santo della Misericordia: un’esperienza intensa e proficua per la Chiesa di Roma che ha avuto la sua maggiore espressione proprio nell’ambito dell’animazione della carità. Grazie alla Porta Santa della Carità che papa Francesco ha aperto alla Mensa e all’Ostello “Don Luigi Di Liegro”, 12mila pellegrini hanno avuto l’opportunità di aprire gli occhi e soffermarsi a contemplare la compassione e la tenerezza di Dio attraverso l’incontro con i poveri che hanno servito e con i quali hanno pregato pregando insieme.

Non mancano infine le nuove forme di solidarietà che hanno coinvolto le parrocchie romane: il progetto “Ero straniero e mi avete ospitato” che ha visto 130 comunità dare disponibilità all’accoglienza dei rifugiati rispondendo all’appello di papa Francesco; gli Empori della solidarietà “territoriali”, a Spinaceto, al Trionfale e a Montesacro, gestiti dalle parrocchie in collaborazione con i municipi; il Fondo Famiglia, un nuovo strumento nato come segno dell’Anno Santo per sostenere i percorsi di promozione delle famiglie che vengono assistite dalle Caritas parrocchiali; il progetto “fattiDirete”, arrivato a coinvolgere 110 Centri di Ascolto parrocchiali che condividono iniziative e programmi.

«Cinquant’anni fa – afferma monsignor Enrico Feroci -, sulla spinta del Concilio Vaticano II, Paolo VI promulgò l’enciclica Populorum progressio: una vera profezia per l’ampiezza del campo di visione, l’altezza della prospettiva, la capacità di lettura di profondità, nitore dei contorni dell’analisi. Questo evento sarà al centro di questa questa Quaresima soprattutto perché il suo appello più forte – “i popoli della fame interpellano oggi in maniera drammatica i popoli dell’opulenza” – resta ancora disatteso. Vediamo infatti che la povertà, intesa nel senso più ampio di disagio sociale e di mancanza di diritti, si estende tra fasce di popolazione sempre più vaste anche nella nostra città».

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