FOTO A Grottammare oltre 3.000 persone per la “Giornata della memoria e dell’impegno per le vittime della mafia”

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GROTTAMMARE – Grottammare come Locri simboli di un impegno urgente e nazionale.
Il grido di speranza “Mai più”, nella Giornata della memoria e dell’impegno per le vittime della mafia. Parte dai giovani delle scuole, da tanti cittadini, dalla Chiesa, da quanti hanno marciato pacificamente per le strade. Un no deciso a ogni forma di mafia, di corruzione, di sfruttamento.
Lo ha ribadito nei giorni scorsi lo stesso monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei: “Chi sceglie la mafia è fuori dalla comunità dei credenti”. L’eco della “scomunica” pronunciata da papa Francesco a Cassano, 250 km più a nord, il 21 giugno 2014, è forte. Per questo, a Grottammare, anche la Chiesa ha partecipato con particolare attenzione. E se la Chiesa è “lontana mille miglia” da chi vive di corruzione – parole ancora di Galantino – le migliaia di giovani che hanno invaso pacificamente Grottammare hanno intonato la canzone simbolo dell’impegno: quella che richiama i Cento passi.

Il 21 marzo è il giorno del “grido di speranza”. Di buon mattino, presso la Piazza della Stazione di Grottammare, si ritrovano i giovani delle Marche.
Si respira un clima di gioia. Sono lì, con gli striscioni e le bandiere mossi dal vento che spira.
Parlano di responsabilità, di impegno, di condivisione. Proprio “condivisione”, insieme a “corresponsabilità”, è una delle parole chiave dell’intervento del fondatore di Libera.
Tanti studenti sono qui, semplicemente, come dice la giovanissima Giulia, “per combattere la mafia”.
Domenico, invece, 17enne, ritiene che “queste manifestazioni siano importanti perché dimostrano quanta gente ha a cuore la questione e sono il segno di un impegno quotidiano e concreto”.

La lettura dei 950 nomi di vittime della mafia è vissuta con particolare silenzio e commozione, interrotta da numerosi applausi.

Nel pomeriggio a partire dalle ore 14.30 simultaneamente in tre diverse sedi messe a disposizione dal Comune di Grottammare si sono sviluppati dei momenti di incontro e condivisione.
Nella Sala Kursaal, si è tenuto il seminario “Dal terremoto alla speranza”, con il quale è stato affrontata la questione legata alla ricostruzione: quanto è stato fatto sinora e quello che si intende fare. Sono intervenuti Cesare Spuri dell’Ufficio Ricostruzione della Regione Marche, Maurizio Mangialardi presidente Anci Marche, Marco Rinaldi sindaco di Ussita, Romina Gualtieri sindaco di Monsampietro Morico, Augusto Curti sindaco di Force, Enrico Piergallini, sindaco di Grottammare.

Nella Sala Consiliare del Palazzo comunale Ravenna, il seminario “Vite in gioco” ha trattato il tema del gioco d’azzardo patologico, con la partecipazione del prof. Carlo Cefaloni e l’intervento di Edio Costantini, presidente della Fondazione Antiusura “Mons.Traini” di San Benedetto del Tronto.
La scelta di affrontare il tema del gioco d’azzardo e delle problematiche ad esso legato, è legata alla confisca del bene sito a Grottammare, che è stato prima sequestrato e poi confiscato per reati diversi, relativi al gioco d’azzardo e al tema dell’usura. Docente universitario, Carlo Cefaloni è tra i coordinatori del movimento Slot Mob. lavora nel gruppo editoriale Città Nuova (Editoria, Rivista periodica e quotidiano web) dove si occupa di cittadinanza, diritti umani, questioni sociali ed economiche. Laureato in giurisprudenza con una tesi sulla tutela penale nelle comunicazioni di massa, è impegnato nei movimenti attivi su pace, legalità, ambiente e lavoro. Svolge attività di formazione sociopolitica.
Nella Biblioteca comunale (sala conferenze), un dibattito ha seguito la visione del film “La nostra terra” di Giulio Manfredonia. Il film racconta in modo ironico il tema dell’utilizzo dei beni confiscati alla mafia in terre di mafia, quindi racconta le difficoltà ma anche le speranze di un gruppo di giovani che intende riscattare la propria vita e la propria comunità. Il dibattito sarà animato dal racconto dell’esperienza dei campi di volontariato di “E!state Liberi anche nelle Marche”.

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