Don Roberto Melone è il nuovo Direttore dell’Ufficio di Pastorale Sanitaria

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Il Vescovo diocesano ha nominato don Roberto Melone Direttore dell’Ufficio di Pastorale Sanitaria (prot.13/2017).

La pastorale della salute, nella Nota della Consulta Nazionale CEI: “La pastorale della salute nella Chiesa italiana” (1989), è descritta come “la presenza e l’azione della Chiesa per recare la luce e la grazia del Signore a coloro che soffrono e a quanti se ne prendono cura. Non viene rivolta solo ai malati, ma anche ai sani, ispirando una cultura più sensibile alla sofferenza, all’emarginazione e ai valori della vita e della salute” (n. 19).
La Nota Pastorale della Commissione Episcopale per il Servizio della Carità e la Salute: “Predicate il vangelo e curate i malati. La comunità cristiana e la pastorale della salute” (2006) integra la definizione precedente riportando alcuni elementi che caratterizzano questa pastorale:
– è continuazione dell’azione sanante di Cristo;
– è finalizzata all’evangelizzazione e alla costruzione del Regno;
– è compito di tutta la comunità cristiana;
– si svolge mediante la parola e l’azione caritativa in un determinato contesto storico e culturale come risposta alle necessità del mondo della salute.
Fondamento della pastorale sanitaria è l’insegnamento evangelico che Gesù ha sviluppato nel suo ministero pubblico intersecando due atteggiamenti: la cura delle anime con la predicazione, la cura dei corpi con le guarigioni. E i dati biblici mostrano che le guarigioni costituirono una parte fondamentale dell’apostolato di Cristo.
Questa eredità, il Signore Gesù l’ha affidata ai suoi apostoli: “Chiamati a sé i dodici diede loro il potere di scacciare gli spiriti immondi e di guarire ogni sorte di malattia e di infermità” (Mt. 10,1). L’originalità di questo testo evangelico è la sottolineatura del carattere simmetrico della missione di Cristo e di quella dei suoi discepoli per quanto riguarda l’aspetto della cura. Dunque, il Maestro, conferisce il mandato di “andare e guarire” ai Dodici e agli altri discepoli che, nel corso della storia, si identificheranno con tutti i credenti, insostituibili prosecutori della Sua missione di salvezza.
Inoltre, tutta l’azione della Chiesa apostolica è accompagnata dal segno delle guarigioni.
Nel corso della storia, l’opera di soccorso e di sollecitudine verso i sofferenti e le vittime delle molte povertà cresce nella Chiesa di pari passo con il diffondersi dell’annuncio evangelico. E, nel tempo, l’impronta caritativa acquistò sempre maggiore importanza, oltre a consolidare una configurazione operativa ed organizzativa in grado di rispondere in modo soddisfacente ai bisogni dei molti “debiles”. Inoltre, eminenti figure di santi contribuirono a far sì che l’aspetto caritatevole s’integrasse con quello terapeutico, affinché coloro che assistevano gli infermi affinassero i loro requisiti professionali pur conservando quelli umani e religiosi.
La storia mostra che quando l’intervento dello Stato in campo assistenziale era quasi assente, la Chiesa ha assicurato la sua presenza attraverso l’opera di innumerevoli istituzioni socio-sanitarie nelle aree più difficili e più problematiche della società.
La pastorale della sanità è dunque la risposta evangelizzante che la Chiesa, sacramento di salvezza, offre a chi è malato o disabile e a coloro che, in vari modi, se ne prendono cura.
Per raggiungere questi obiettivi sono insufficienti i documenti del Magistero, la buona volontà di pochi “addetti ai lavori” (cappellani, religiosi/e, operatori pastorali…), i centri accademici di formazione…; è urgente che l’impegno sia assunto come incombenza da tutta la comunità cristiana nella varietà dei suoi membri. Ogni battezzato deve percepire ed attuare il comando di Gesù: “Annunciate il regno di Dio, curate gli infermi” (Lc. 9, 2), essendo un “soggetto primario” della pastorale della sanità in tutte le sue diramazioni.

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