Diocesi, incontro CPP e CPAE con il Vescovo Bresciani: alla scoperta delle quattro tappe della conversione

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Di Don Gianni Croci

DIOCESI – Domenica 19 marzo, presso il Biancazzurro di San Benedetto del Tronto, diversi membri dei consigli pastorali si sono ritrovati per vivere un pomeriggio di riflessione e di preghiera.
Al centro dell’incontro il capitolo 9 del libro degli Atti degli Apostoli e il Vescovo Carlo nella meditazione, a partire dall’esperienza dell’apostolo Paolo, ha presentato le quattro tappe della conversione.

-La situazione di partenza: come fa Saulo, è necessario mettere in discussione le proprie certezze perché si può essere credenti ed avere un immagine di Dio che non è quello rivelatosi in Gesù Cristo. C’è sempre il rischio della affermazione di sè, quello della chiusura o quello di combattere, magari in nome della fede, chi la pensa diversamente. Il cammino di conversione parte, invece, dal lasciarsi guidare da Gesù.
– La caduta. Saulo si ritrovò in tutti i sensi a terra e uno che è a terra è debole, indifeso. La conversione passa necessariamente attraverso una crisi. Questa perdita delle proprie certezze è, però, salutare: per convertirsi devono cadere tutte le false sicurezze.
– Decentrarsi. Uno degli ostacoli più forti alla conversione è lo scoraggiamento. Saulo non vede più e riceve un comando: “Alzati, va in città”. Non si può rimanere a terra, occorre rialzarsi e farsi guidare: questo è quanto chiesto anche ad Anania. La Chiesa non è ‘una conventicola’ ma una realtà in missione.
La conversione passa sempre e per tutti attraverso un atto di fede, cioè per un affidamento alla Parola di Dio che è Gesù.
– L’annuncio che Gesù è Figlio di Dio.  Saulo è chiamato alla conversione perché diventi testimone davanti a tutti gli uomini: si tratta di portare la voce, la Parola di Gesù, sapendo che non ci sarà il battito delle mani. Il vescovo Bresciani ha poi ricordato che Saulo non si sceglie la missione più facile, non quello che vuole, ma quella di cui ha bisogno la Chiesa. Non viene chiesto di andare in luoghi diversi ma di vivere diversamente nei luoghi in cui siamo, vivendo una fede intimistica, individualistica ma una fede di Chiesa che diventa comunità, quello che S. Paolo ha fatto in tutta la sua vita.

Quattro sono state le domande che hanno guidato la riflessione e la preghiera davanti all’Eucaristia:
1. Saulo è caduto ed io da quale ‘cavallo’ devo cadere? Quali sono le mie false sicurezze?
2. Saulo incomincia a vedere quando cadono le scaglie dagli occhi ed io quale scaglie devo togliere dai miei occhi, quale sbagliato modo di vedere e giudicare ?
3. Saulo ha avuto bisogno di una guida: da chi mi devo lasciar guidare per arrivare al volto di Dio?
4. Saulo ascolta una voce che gli dice “alzati”. Da che cosa devo rialzarmi per accettare la missione che Dio mi affida dentro la famiglia, la parrocchia, la mia chiesa?

A conclusione del pomeriggio, infine, la preghiera del Vespro.

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