4 – Giorgio La Pira: Il Vangelo non si può cambiare, le leggi sì!

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Leggi le prime due puntate
– un Santo moderno che moderno non era!
– un moderno che scopre le sue origini
– Cattolici in azione

Giorgio La Pira, un uomo al potere per tradurre il Vangelo in atti concreti. Non solo contemplazione! Il potere è un bene se esercitato per compiere l’opera di Dio. Senz’altro La Pira agiva in tal senso. Lo dimostrano i fatti. La vicenda de La Pignone ne è un esempio.
La Pignone è una fabbrica. Il punto di forza della meccanica fiorentina. Una fabbrica storica. Produceva turbine. Nel 1946 era stata acquistata dalla Snia Viscosa, leader nazionale nella realizzazione di fibre naturali e sintetiche e la converte in fabbrica produttrice di telai tessili.
Nell’autunno del 1953 l’amministratore della Snia, Franco Mariotti, decide di licenziare i 1.750 lavoratori. La Pira scende in piazza insieme agli operai, occupa la fabbrica con loro. Solleva un caso nazionale, tanto da far intervenire il suo amico ministro degli interni Fanfani, il quale inizialmente lo appoggia, ma poi a seguito di tutte le iniziative di protesta del Sindaco di Firenze, Fanfani scrive a La Pira spiegandoli che non può più appoggiarlo: i suoi modi di fare stavano creando problemi, lui come ministro doveva garantire che i suoi sindaci rispettassero le leggi. La Pira gli risponde: “io non sono un sindaco, come non sono stato un deputato o un sottosegretario, […], ma sono per la grazia del Signore un testimone del Vangelo, […] figurati se io posso rinunciare alla verità e alla giustizia per servire alla lettera la legge, e poi: quale legge?”
Le leggi sono fatte per l’uomo e se una legge è contro l’uomo, contro i principi fondamentali che governano la vita, essa non va rispettata. C’è una legge superiore, quella del Vangelo che è una legge di amore!
Interviene anche don Sturzo contro La Pira e quella parte della Chiesa vicina più alle idee liberali che ritenevano il capitalismo l’unica strada proponibile per contrastare le idee comuniste. Ma La Pira non è solo: A sostenerlo è l’Azione Cattolica che non si tirò mai indietro nell’affiancare il sindaco nelle sue battaglie.
C’è un aspetto ancora più profondo in questa vicenda: l’attenzione umana e spirituale di La Pira per i lavoratori. Sarà sempre al loro fianco, si preoccupa anche di non far perdere loro la messa domenicale, si rivolge al Vescovo per dare l’autorizzazione a celebrare la Messa dentro la fabbrica… La cura dell’anima non va messa in secondo piano.
Alla fine Fanfani ha un’intuizione: far acquistare La Pignone a Enrico Mattei, amministratore dell’ENI. E’ La Pira a portare avanti le trattative. Come? Telefona a Mattei dicendogli: “caro Enrico, non puoi dirmi di no, me lo ha detto lo Spirito Santo!” Vero o non vero, le cose andarono come disse lo Spirito Santo e si salvarono molti posti di lavoro.

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