Rubrica dal carcere: “è al teatro che devo il mio rinnovato desiderio di vivere”

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Da Francesco

DIOCESI – Prosegue la nostra “rubrica dal carcere” leggi i precedenti articoli curata dai volontari della nostra diocesi di San Benedetto del Tronto – Ripatransone – Montalto del gruppo “Il Mosaico”.

Un fiore sconosciuto eri per me, fatto di parole e petali dalle mille sfumature di cui nulla sapevo, un sentimento che era lontano dal mio cuore neanche credevo esistesse.Inizia a sognare , a fantasticare , ad immaginare ad occhi aperti ed ecco davanti a me apparire una fiammella che pian piano prendeva forma e vigore fino a diventare un fuoco divampante dinanzi al mio sguardo incredulo.
Era un mondo nuovo , un paradiso , che mi lasciava incantato . Non pensavo che un copione , una stanza sporca semi buia potesse scatenare tutta quella energia , non riuscivo ad immaginare a credere che tutta quella forza potesse provenire dal teatro.
Mi avvicinai , cercai di corteggiare quel mondo nuovo, sussurrando a me stesso “lui è la mia Rinascita”.
Frequentandolo, giorno dopo giorno avevo capito che al teatro può accostarsi chiunque colto o incolto personea umile o importante . e anche chi come me non aveva preparazione o apparentemente predisposizione alcuna …ciò che conta capire e sentirsi uniti in uno stesso scopo, liberi nella mente, felici di poter finalmente esprimere quella parte nascosta di sè.
Sentivo scatenare e crescere in me questa nuova passione , che andava esprimendosi in tanti modi.Attraverso , per esempio,le mie mani che fluttuavano nell’aria , accompagnando le parole che sgorgavano dalla mia bocca . Ascoltando il suono della mia voce , che quasi percepivo come una melodia , mi sentivo magneticamente attratto dal teatro , in un legame che intuivo sarebbe stato indissolubile .Con esso il sentimento dell’amore che era sparito in me , è tornato a risplendere.

Lui unico e speciale , lui entrato in me come un uragano che ha spazzato via ogni malinconia , colmando i miei vuoti esistenziali e diradando le mie paure. Il teatro mi ha fatto rinascere quella speranza che avevo perduto , di poter provare ancora meravigliose sensazione di gioia e di gratificazione . In esso ho trovato rifugio , una nuova oasi di apce , per vivere l’amore della vita , tanto atteso e tanto sognato perchè è di questo che ho capito di aver bisogno , come un fiore ha bisogno dell’acqua , come il girasole dell’astro lucente, come un deserto della pioggia come una città di un nome , io so di aver bisogno del teatro. Da quando lui è entrato a far parte della mia vita , mi viene spesso da domandarmi” ma di cosa vivevo ieri? “Se il teatro è vita, è ad esso che devo il mio rinnovato desiderio di vivere.

One thought on “Rubrica dal carcere: “è al teatro che devo il mio rinnovato desiderio di vivere”

  • 7 marzo 2017 at 12:35
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    …” il teatro porta alla conoscenza di se stessi giocando ed esprimendosi attraverso l’uso del corpo, della voce, delle proprie emozioni e della propria creatività! Il teatro aiuta a vincere timori e timidezze che si hanno al pensiero di doversi esprimere di fronte a tanta gente! Esso insegna ad acquisire sicurezza nelle proprie capacità linguistico-espressive.”…. da “Strana…mente artista del 4 aprile 2016 pubblicato da l’Ancora.

    Si! Il teatro è vita! E nella vita di tutti i giorni tutti recitiamo un ruolo, grandi e piccini!

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