Loreto: Concorso “Nuovi Rosari Lauretani”, Monica e Valeria e il loro prototipo per una preghiera “Passo dopo Passo”

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Il Progetto DCE “Cammini Lauretani” conclude i suoi tre anni di lavoro con una bella iniziativa a Loreto dedicata al contributo innovativo che i giovani possono offrire allo sviluppo dell’impresa marchigiana, ed in particolare dell’artigianato di culto religioso.

La giornata, che vedrà in apertura i saluti dell’Arcivescovo Giovanni Tonucci e del Sindaco di Loreto, prevede un fittissimo programma e si sviluppa in quattro momenti ciascuno strettamente legato all’altro: il Convegno, la Premiazione del Concorso di Idee, la Lectio Magistralis di Vittorio Sgarbi ed infine il vernissage della Mostra.
L’iniziativa nasce nel quadro del Progetto DCE Cammini Lauretani, ispirato dal valore della spiritualità lauretana come leva per lo sviluppo del territorio.
In apertura del Convegno, lo staff direttivo del progetto (Simone Longhi, direttore e Giuseppe Ucciero, progettista), al termine del lavoro, ne presenterà i principali risultati, coinvolgendo in una stimolante riflessione sul suo bilancio, autorevoli interlocutori del mondo delle istituzioni (Giuseppe Pezzanesi, Presidente dell’Associazione Via Lauretana) e dell’impresa (Massimiliano Polacco, Confcommercio Marche Centrali).
Dal bilancio, si passerà al futuro dei “Cammini Lauretani”, riconosciuti ormai come la più rilevante, iniziativa della programmazione di Regione Marche sul turismo religioso: ne parleranno imprenditori della cultura (Michele Casali) , ricercatori (dr. Giacomo Alimenti), in uno stretto dialogo con i riferimenti istituzionali, regionali (Moreno Pieroni, Ass. Turismo e Cultura) e nazionali (Paolo Piacentini, MIBACT).
Dal contesto più complessivo, si passa al focus della giornata: l’innovazione dell’oggetto di culto e la sperimentazione di un approccio nuovo sul tema del rosario lauretano: ne parleranno i rappresentanti nazionali delle associazioni di categoria (Presidente Confartigianato Nazionale, ed Andrea Santolini, Presidente Nazionale CNA dell’artigianato artistico), in dialogo con Giorgio Cataldi (Presidente CCIAA Ancona).
Il Presidente Cataldi premierà successivamente i migliori lavori presentati dai giovani progettisti e dalle imprese artigiane che hanno raccolto la delicata sfida progettuale: proporre innovazioni del Rosario Lauretano nel rispetto del suo profondo significato religioso e spirituale, innovazioni capaci di rimettere al centro della creazione il lavoro artigiano, utilizzando le nuove tecnologie per meglio competere con le produzioni di massa dei mercati orientali.

Alla fine della mattinata, toccherà a Vittorio Sgarbi allargare visione e riflessioni, proponendo con la Lectio Magistralis “L’iconografia del rosario nell’arte”, uno stimolante viaggio nel tempo per cogliere come sensibilità religiosa e gusto estetico abbiano trovato nei secoli molteplici modi di accostarsi e reciprocamente fecondarsi.

Al termine, i partecipanti potranno accedere agli attigui Bastioni di Sangallo, dove è stata allestita la Mostra “Il Rosario Mariano lauretano. Tra Saper Fare ed Innovazione”.
Con i Prototipi dei nuovi rosari lauretani, progettati ad hoc dai giovani e della imprese, sono proposti in apposite teche di vetro gli Antichi Rosari, gentilmente resi disponibili dall’archivio della delegazione Pontificia della Santa Casa di Loreto, i rosari del Premio “la Corona del Rosario” del 2006.

Completano l’esposizione le macchine artigianali e moderne (stampanti 3D) per la produzione dei rosari, una ricostruzione vivente del lavoro delle “coronare”, una sala di proiezione video sui “Cammini Lauretani”.
La leggibilità della Mostra è favorita dai pannelli esplicativi ed iconografici , oltre che dai materiali informativi.

L’iniziativa, organizzata da Comune di Loreto in stretta collaborazione con la Camera di Commercio di Ancona, è stata realizzata in partenariato con Confartigianato Ancona, Confartigianato Macerata, CNA Ancona, Fondazione Vaticano II e Fondazione Mastrocola, con il patrocinio della Delegazione della Santa Casa di Maria di Loreto e di ANCI Marche, nel quadro complessivo del progetto DCE “Cammini Lauretani” e del progetto Distretto Culturale Evoluto MARCHE.
L’esposizione è stata curata dalla Pro Loco “Felix Civitas Lauretana”.

Al concorso per i “nuove idee per i rosari laureatini” hanno partecipato tre giovani architetti Pomili Monica e Petrelli Valeria di Grottammare e Catinari Elena, con un progetto dal titolo “Passo dopo Passo” costruisci il tuo cammino.
Il progetto nasce dall’idea di unire la preghiera ed il ricordo dell’esperienza vissuta all’unicità dell’oggetto. “Passo dopo passo”, il pellegrino potrà percorrere e “costruire il proprio cammino” lauretano, acquistando un’immagine del luogo santo che inserirà all’interno degli ovali, componendo, ad ogni tappa, il proprio rosario.
Il pellegrinaggio da Assisi a Loreto (percorribile in 8 tappe) può essere costruito come un itinerario turistico/religioso di 6 soste.
L’innovazione dell’oggetto rosario è nella possibilità di renderlo unico: i grani compongono “parole” personalizzabili a mano da ciascun pellegrino. La parola scelta ricorderà il momento, la preghiera e il luogo, facendo del cammino lauretano un’esperienza unica.
Il rosario è concepito per essere facilmente assemblato da tutti, dal bambino all’anziano.
Il kit è composto da una scatola di cartone riciclato con sopra stampato il marchio “Cammini Lauretani”. Al suo interno: cinquantatré grani di legno tagliati con macchina a taglio laser, sei ovali in legno dove sarà incollata la tappa acquistata nel luogo di sosta, un’ ovale in legno su cui è già apposta l’effige della Madonna di Loreto, una croce e una corda in cotone cerato 100% naturale (legno e cotone sono stati scelti perché materiali ecosostenibili e molto economici).
L’intero rosario è un oggetto artigianale ma pensato per essere prodotto in serie: in questa sua ripetibilità è il valore aggiunto per l’artigiano del luogo, mentre la sua unicità è il valore aggiunto per l’utente.
Per la fase di realizzazione del prototipo per la mostra dell’8 marzo a Loreto siamo state aiutate da un artigiano di Ascoli Piceno, lo scultore e orafo Pietro Angelini, che si è formato presso i laboratori di Roma.

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