Iraq: Acs, “un Piano Marshall” per ricostruire i paesi cristiani della Piana di Ninive

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Un “Piano Marshall” per l’Iraq al fine di ricostruire i paesi cristiani della Piana di Ninive. È quanto si propone la Fondazione Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs) che fino al 6 marzo sarà a Erbil, nel Kurdistan iracheno, con una sua delegazione, nella quale è presente anche il vescovo di Carpi, mons. Francesco Cavina. Nella capitale del Kurdistan sono rifugiate decine di migliaia di famiglie cristiane fuggite da Mosul e dalla Piana di Ninive dopo l’arrivo nel giugno-agosto del 2014 dei jihadisti dello Stato islamico. Dopo i recenti successi conseguiti contro le milizie fondamentaliste dall’esercito iracheno e dai peshmerga curdi si pone l’urgenza della ricostruzione. Case, chiese, cimiteri e luoghi di culto cristiani, infatti, sono stati incendiati, saccheggiati, distrutti dallo Stato Islamico. La Fondazione Acs sostiene già le famiglie di sfollati interni in questa fase che precede il ritorno nelle loro case, e continua a fornire ogni mese pacchi viveri ad oltre 12.000 nuclei familiari. “Finora – sottolinea Alessandro Monteduro, direttore di Acs-Italia – abbiamo pagato affitti per 641 abitazioni per 1.800 famiglie; ora la richiesta è per oltre 3.000 case per più di 5.000 famiglie. Si tratta di un obiettivo ambizioso, ma confidiamo nella generosità di molti”. Secondo dati della locale arcidiocesi di Erbil, Acs risulta prima nella lista dei maggiori finanziatori per il periodo che va dall’agosto 2014 al gennaio di quest’anno. Considerando sempre la sola Erbil, afferma Monteduro, “con 16.196.540 euro di progetti finanziati i nostri benefattori hanno garantito il 46% del totale delle donazioni a favore dei rifugiati interni cristiani. E se allarghiamo l’orizzonte all’intero Iraq, dall’inizio della crisi irachena (2014) ad oggi Acs ha finanziato progetti per oltre 25 milioni di euro”.

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