Nuova rubrica su Giorgio La Pira, un Santo moderno che moderno non era!

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Print this page

DIOCESI – A seguito della sollecitazione di un lettore abbiamo deciso di aprire una nuova rubrica in 10 puntate sulla figura del Sindaco Giorgio La Pira.

‹‹Ho un solo alleato: la giustizia fraterna quale il Vangelo la presenta ciò significa lavoro per chi ne manca, casa per chi ne è privo, assistenza per chi ne necessita, libertà spirituale e politica per tutti.››
È un francobollo italiano di qualche anno fa. Forse nessun politico di oggi parla più così e forse se parlasse così nessuno gli crederebbe. Ma vicino a questa frase c’è lo schizzo di un volto ed è quello di Giorgio La Pira. L’Azione Cattolica che quest’anno compie 150 anni, ci propone come testimone di fede proprio lui: Il “sindaco santo” come lo chiamava il popolo.
A chi lo conosce un po’, La Pira fa pensare alla Firenze degli anni 50; ma a chi ha avuto modo di approfondire la sua conoscenza dice molto di più: La Pira sindaco, La Pira portatore di pace nel mondo, La Pira padre costituente e poi la vicenda de La Pignone, il quartiere Isolotto, la messa dei poveri, e tanti aneddoti su di lui al punto di consideralo o un fastidioso visionario per qualcuno, o un santo per molti altri. Punti di vista, ma forse l’uno non esclude l’altro…
Questo accostamento di parole; “Sindaco” e “Santo”, “politico” e “santo” sembra, secondo il sentire comune, quasi un ossimoro, due parole in contraddizione tra loro, eppure La Pira è riuscito a metterle insieme. Certo che questo appellativo non se lo è attribuito da sé: sono gli altri a riconoscere chi sei; ma è la tua vita a dirlo!
La Pira ci è diventato Santo, con la sua vita, grazie alla sua fede. Un Santo moderno, ma che moderno non era!
La Pira non era moderno. Proprio per niente! E’ il significato della parola stessa che ci fa capire che non lo era. Moderno significa “vicino al recente”. Prendo spunto da una considerazione che Alessandro D’Avenia fa su Leopardi e la associo anche al nostro La Pira: una persona moderna è una persona alla ricerca di ciò che è più recente, ha il culto del recente.
Quindi, chi è moderno è già segregato a qualcosa che non c’è più, che è stato già spazzato via da altra modernità. In questo processo di escalation, la modernità contraddice se stessa. Un cristiano non può essere moderno, un cristiano è “RADICATO NEL FUTURO” non al recente! Un cristiano non può che essere un profeta. La Pira semmai era un uomo originale, cioè originario, che aveva ben chiaro chi era! Solo se fedeli alle proprie origini, si può essere fedeli alla propria vocazione, al proprio destino e “RENDERE NUOVE TUTTE LE COSE”.
Per “rendere nuove tutte le cose” non dobbiamo seguire la modernità, ma avere ben chiaro chi siamo, sapere quali sono le ragioni della nostra storia personale e comunitaria. Avere ben chiaro cosa ci muove!

E per avere bene chiaro chi siamo, abbiamo bisogno di testimoni di fede. Ecco, quindi, seguiranno una serie di riflessioni e aneddoti su Giorgio La Pira che ci aiuteranno a conoscere la sua figura lasciandoci ispirare da lui, non tanto per diventare dei buoni politici o cittadini, ma per cogliere anche noi i segni distintivi di un cristiano, portatore del Vangelo, attraverso le nostre azioni, in ogni ambito della nostra vita.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *