Diocesi, incontro con don Michele Falabretti: Giovani, fede e discernimento vocazionale

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Di Patrizia Cicconi

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Giovani, fede e discernimento vocazionale: sono questi i temi affrontati da don Michele Falabretti nell’incontro formativo diocesano tenutosi presso il Teatro S. Filippo Neri.

Don Michele, responsabile nazionale, afferma che pastorale giovanile significa innanzitutto prendersi cura dei giovani. “I ragazzi, se non coinvolti e stimolati, tendono a mettere da parte il Vangelo”, asserisce don Michele, e aggiunge: “La questione giovanile è un compito da espletare perché purtroppo il contatto è andato un po’ perduto. Bisogna permettere loro di fare esperienze di carità e di azioni missionarie”.

Il sacerdote fissa i punti chiave, utili all’educatore: “Non bisogna perdere mai la speranza perché il Vangelo funziona. Avere occhi nuovi: i giovani hanno bisogno di essere sfidati e stimolati, e si eviti di inquadrarli secondo i nostri superati e senili schemi. Infine, si deve imparare a strutturare, cioè verificare cosa accade quando decidiamo di mettere in atto delle azioni”.

Don Michele seguita ponendo una questione rilevante: “Che cammino siamo disposti a percorrere per strutturare le nostre azioni di pastorale giovanile? La questione è la disponibilità ad aprire uno spazio di maturazione, anche se ci vogliono tempi lunghi per far maturare le cose. Bisogna far capire ai ragazzi che si è sempre disponibile per la loro vita e ciò è possibile grazie all’ascolto che coglie il profondo dell’altro e richiede un cuore disponibile, quello degli educatori. In questo modo i giovani si aprono”.

L’ultima battuta riguarda il linguaggio: “Viviamo in un mondo in cui i codici si sovrappongono e per evitare ciò bisogna fare un lavoro serio di comunità cristiana”.

Don Michele ribadisce l’importanza di un’unione tra le pastorali come sostegno: “Siamo di fronte ad un sinodo indetto col primo documento preparatorio che, nel suo iter, è già avviato. Importante è che la nostra diocesi non sia semplice spettatrice ma deve partecipare attivamente e far partecipare i giovani poiché lo scopo è un sinodo con i giovani e non solo per i giovani”.

A conclusione, un intervento del Vescovo Mons. Carlo Bresciani: Cosa siamo disposti a dare come fiducia ai giovani? Quali spazi diamo loro? Sono domande che come comunità cristiana dobbiamo porci. Cuore, passione e coraggio sono fondamentali per far sì che i giovani stessi ci aiutino a trovare la strada che noi stiamo cercando per loro.

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