Di Patrizia Cicconi

SAN BENEDETTO DEL TRONTO“Stupore per quanto Dio compie: «Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente…” (Lc 1,49): questo è il tema della XXV Giornata Mondiale del Malato che si è tenuta sabato 11 febbraio.

Tale solennità, istituita nel 1992 dal Santo Papa Giovanni Paolo II, rivolge un’attenzione particolare ai sofferenti, ai familiari di questi ultimi e a tutti coloro che si prodigano a loro favore.

Presso la cappella dell’Ospedale “Madonna del Soccorso” in San Benedetto del Tronto alle 10.30 si è celebrata la S. Messa presieduta dal nostro Vescovo S.E. Mons. Carlo Bresciani.

Durante la sua omelia, il Vescovo ha esordito citando l’immagine dell’Immacolata che schiaccia la testa del serpente: Il serpente è il tentatore, è il simbolo del male e di ciò che induce al male. Maria schiacciandogli la testa, collabora con Dio a combattere quel male che l’uomo compie. Maria è come una madre, ha insito l’amore materno, che va in soccorso, aiuta e consola, ma è l’immagine di qualcosa di molto più grande: è colei che subito dopo aver ricevuto l’annunciazione, manifesta immediatamente il suo prendersi cura degli altri, come l’incontro con Elisabetta, che disse non appena la voce e la presenza di Maria le era giunta agli orecchi, il suo bambino ha esultato di gioia nel grembo. Ecco la consolazione. Maria porta la sua voce ma portando sé stessa porta Gesù all’incontro con Elisabetta e con quel figlio che Elisabetta sta gestendo. Maria ci porta la consolazione di Dio. Noi la veneriamo e ciò che ci dona non è soltanto una consolazione materiale, è anche una consolazione spirituale. Maria intercede, è colei che senza peccato viene in soccorso dei suoi figli con il dono della fede.

Concludendo, il Vescovo Bresciani esorta ad avere come modello l’atteggiamento di Maria: Anche noi siamo chiamati ad essere un po’ come Maria che si prende cura e consola, ma quello che fa Maria è quello che i cristiani sono chiamati a fare con i mezzi che hanno. Se ciascuno di noi mettesse insieme quel poco che ha e che può fare, con generosità e amore, il poco diventa molto sia agli occhi nostri che agli occhi di Dio, come ha fatto Maria, che ha messo a disposizione quel poco che aveva, cioè sé stessa, e per questo Dio ha manifestato in lei e attraverso di lei quelle grandi opere che poi ha potuto calcare. Imitiamo Maria e attraverso il suo esempio potremo giungere pienamente all’incontro con Dio.

 

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