Inaugurazione della nuova sala dell’Avis in memoria del maestro Giovanni Camaioni

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Di Patrizia Cicconi

SAN BENEDETTO DEL TRONTOÈ stata inaugurata presso l’ospedale “Madonna del Soccorso” la nuova sala prelievi dell’Avis riservata ai donatori di sangue. Soddisfa l’esigenza di maggior spazio e comfort, da tempo avvertita dall’associazione.

Per il 70esimo dell’associazione stessa, la sala è stata dedicata alla memoria del maestro Giovanni Camaioni.

Alla cerimonia hanno partecipato numerosi volontari e non che hanno seguito la benedizione del locale da parte del Vescovo Monsignor Carlo Bresciani, a cui è seguito il discorso del sindaco Pasqualino Piunti: “Bisogna ringraziare coloro che hanno avuto modo di collaborare quando in tempi passati donare il sangue era considerata una eccezione e invece partendo da quello che è la gratuità per antonomasia, donare il sangue oggi è un atto d’amore. E di questo ha bisogno la nostra comunità”. Inoltre, ha ribadito la memoria di Camaioni. “Ho vissuto personalmente lo spessore morale e umano dell’eccellente maestro”.

Presenti all’evento anche il presedente dell’Avis Marco Lorenzetti, nominando anch’egli Giovanni Camaioni. “Il maestro è un esempio per la collettività e per il futuro. Con la sua macchina personale trasportava i donatori al centro trasfusionale. A Servigliano, dove c’era il più grande centro di accoglienza per profughi, accoglieva gli immigrati reduci della guerra e si adoperava nella gestione e organizzazione per far sì che tutti potessero trovare accoglienza”.

È intervenuta anche la dottoressa Maria Antonietta Lupi, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Medicina Trasfusionale: “Il presidente dell’Avis ha soddisfatto quello che era un mio desiderio. Qui ho riunito anche molti operatori che lavoravano ai tempi in cui il maestro Camaioni era con noi al centro trasfusionale alloggiato nei locali sulla Nazionale, che era un centro molto dislocato e piccolo. Egli era presente tutte le mattine, ci aiutava fisicamente nell’accoglienza al donatore”.

Ha partecipato anche Stefano Camaioni, il figlio dell’illustre maestro, ricordando il padre come una persona molto schiva e generosa e che teneva molto ai suoi operatori partecipando attivamente ogni giorno alla raccolta del sangue. Ha rivolto un doveroso ringraziamento a tutti coloro che si sono adoperati nel dedicare la nuova sala al padre, gesto molto importante non solo per la memoria stessa del genitore ma anche per la famiglia e per chi lo ha potuto conoscere.

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