Diocesi, Don Luigi Giussani verrà ricordato con una Messa a Sant’Antonio di Padova

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Di Fernando Ciarrocchi

DIOCESI – Ricorre quest’anno il decimo anniversario della dipartita terrena dell’amato Don Luigi Giussani indimenticabile fondatore del movimento ecclesiale di Comunione e Liberazione. 

Nella diocesi verrà ricordato con una Messa in sua memoria presso la Chiesa di Sant’Antonio di Padova in San Benedetto del Tronto, martedì 14 febbraio alle ore 19.15 e sarà presieduta dal Vescovo emerito Mons. Gervasio Gestori.

Don Giussani per la sua instancabile e feconda azione educativa e culturale è uno dei personaggi più eminenti e autorevoli del cattolicesimo del XIC secolo.

Simpaticamente veniva identificato con l’espressione  “il prete brianzolo” sempre infaticabile che si seppe fare giovane trai giovani: aveva a cuore il loro destino, la loro formazione ma soprattutto il loro percepire Gesù Cristo come amico di tutti i giorni  con cui confidarsi e di cui fidarsi.

Il suo essere vero amico di Cristo riuscì a dar vita ad un’ inesauribile evangelizzazione tra i giovani fondata sulla grande verità che il cristianesimo non è mai stato un quid  astratto ma un’esperienza umana perché presenza storica per e tra gli uomini.

Non si è mai stancato di ripetere e testimoniare che il cristianesimo è un fatto che ha per protagonista assoluto e indiscusso L’UOMO creato ad immagine e somiglianza di Dio.
Cristiani lo si è sempre, nella vita quotidiana fatta di lavoro, di relazioni sociali interpersonali, di gioie, dolori, vittorie e sconfitte.
Il cristiano non rimane mai confinato tra le mura ma si fa testimone di quell’incontro con L’ALTRO capace di amare sopra ad ogni cosa.

Probabilmente Don Giussani ai politici del suo tempo ma soprattutto a quelli di oggi, a prescindere dallo schieramento di appartenenza, avrebbe sicuramente detto“abbiate a cuore la pratica di una politica antropocentrica che promuova e tuteli  gli inalienabili valori non negoziabili ”.

Ricordiamo i suoi insegnamenti, il suo entusiasmo e soprattutto la sua inconfondibile voce roca sorretta dal suo autentico fervore di uomo di profonda fede sempre e comunque innamorato della sua sposa : LA CHIESA.
A tal proposito in relazione alle inaspettate dimissioni volontarie di Sua Santità, Benedetto XVI Don Carron, responsabile della fraternità di Comunione e Liberazione, ha lanciato una sentita esortazione ai cattolici “ Accogliamo anche noi con libertà e pieni di stupore questo estremo gesto di paternità, compiuto per amore dei suoi figli, affidando la sua persona alla Madonna affinché continui a esserci padre dando la vita per l’opera di un Altro, cioè per l’edificazione della Chiesa di Dio. Con tutti i fratelli, insieme a Benedetto XVI, domandiamo allo Spirito di Cristo di assistere la Chiesa nella scelta di un padre che possa guidarla in un momento storico così delicato e decisivo.
Una dichiarazione dal profondo senso umano religioso in sintonia con l’esistere e l’agire che fu del GIUS ’amico autentico così amichevolmente e fraternamente chiamato dai suoi ragazzi di Gioventu’ Studentesca.

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