Don Alfonso: “Se ci lasciassimo guidare dall’amore di Dio la nostra storia diventerebbe ricca”

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CandeloraMONTEPRANDONE – La Candelora ha ispirato alcuni proverbi (Candelora piova e Bora, dall’inverno siamo fora; Candelora sol e vento dall’inverno semo dentro)  la Chiesa la celebra ogni 2 di febbraio.
Una festa che è stata  vissuta anche nella Parrocchia del S.Cuore di Centobuchi.
Un rito che si rinnova da secoli quello della distribuzione e della benedizione delle candele che ricorda la presentazione di Gesù al Tempio.
Le candele sono il simbolo di Cristo, “luce per illuminare le genti” e per questo che il vecchio Simeone, secondo il Vangelo chiamò Gesù proprio durante la sua presentazione al Tempio
“Ora lascia che il tuo servo vada in pace secondo la tua parola, perchè i miei occhi han visto la salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli luce per illuminare le genti e gloria del tuo popolo Istraele”
Se ci lasciassimo guidare dall’amore di Dio – ha detto Don Alfonso durante l’omelia- la nostra storia diventerebbe ricca , l’incontro stravolgerebbe la nostra vita riempiendola in modo positivo; è un gesto semplice quello di accendere una candela ma dietro c’è un significato estremamente importante: quello di far entrare la luce senza aver paura.
Durante la giornata siamo assorbiti da tanti impegni e preoccupazioni e a volte ci dimentichiamo anche di Dio stesso, bisogna ricordarci ogni tanto di Lui per arricchirci interiormente ed estendere la luce anche alle persone che ci stanno vicino prendendo la vita anche in un modo diverso arricchendoci di spiritualità”. (Paola Travaglini)

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