Cardinale Turkson: “modificare politiche che discriminano malati di lebbra”

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lebbra“La messa a punto di efficaci terapie farmacologiche e il forte impegno a livello planetario profuso da molti organismi e realtà nazionali ed internazionali, con la Chiesa Cattolica in prima linea, hanno inferto, negli ultimi decenni, un colpo durissimo al Morbo di Hansen, più noto come lebbra. L’hanseniasi, che ancora nel 1985 affliggeva nel mondo oltre 5 milioni di persone, oggi annovera circa 200mila nuovi casi l’anno ma c’è ancora molto, moltissimo da fare”. Lo ricorda il prefetto del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, card. Peter Kodwo Appiah Turkson, in un messaggio in occasione della 64ª Giornata mondiale di lotta alla lebbra (Morbo di Hansen) che si celebra domani, domenica, 29 gennaio. “Ogni nuovo caso di malattia di Hansen è di troppo, lo è anche ogni forma residua di stigma per questa malattia – osserva il porporato, ricordando le conclusioni del Simposio “Per una cura olistica delle persone affette dal Morbo di Hansen rispettosa della loro dignità”, organizzato a giugno scorso dall’allora Pontificio Consiglio per gli operatori sanitari -. Di troppo è ogni legge discriminante i malati affetti dal morbo di Hansen, così come ogni tipo di indifferenza”. Secondo il cardinale, “è importante che i leader di tutte le religioni, nei loro insegnamenti, scritti e discorsi contribuiscano all’eliminazione della discriminazione contro le persone colpite dal Morbo di Hansen”. È d’altro lato “necessario”, come anche ribadito dall’Oms durante il Forum mondiale sull’hanseniasi tenuto a Seul nel mese di novembre, “garantire cure fisiche e psicologiche ai pazienti durante e dopo la fine del trattamento”.

“Dobbiamo inoltre impegnarci tutti e a tutti i livelli – è stato l’invito di Turkson – perché, in tutti i Paesi, vengano modificate le politiche familiari, lavorative, scolastiche, sportive e di ogni altro genere che discriminano direttamente o indirettamente queste persone; perché i Governi mettano a punto piani attuativi che coinvolgano le persone malate”.

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