Acquaviva Picena questa sera al via le “Serate culinarie” dell’Ass.ne “Palio del Duca”

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PalioACQUAVIVA PICENA – L’Ass.ne Palio del Duca di Acquaviva Picena riprende i lavori per la preparazione della XXX edizione di “Sponsalia”, rievocazione storica riconosciuta dal Comune di Acquaviva Picena come “ Manifestazione Primaria e Patrimonio Culturale Immateriale”, l’Ass.ne Palio del Duca aderisce alla F.I.G.S. e Confederazione Europea e Manifestazioni Storiche riconosciuta dalla regione Marche tramite l’A.M.R.S.

Le “Serate culinarie” sono già state tutte programmate e il loro scopo primario è quello di portare alla realizzazione del menù definitivo del Banchetto Nuziale Medievale in programma in agosto all’interno delle giornate dedicate a “Sponsalia”.

Si partirà venerdì 20 gennaio con la Serata del pesce veloce del Baltico “Il Baccalà”. Il Ristorante scelto è “La Dimora di Bacco” di Monteprandone, il 16 febbraio sarà “Serata dell’umido” presso l’agriturismo Sole Alto, il 23 marzo “Serata Selvaggia” presso “La Dimora di Bacco”, il 28 aprile “Serata dello spiedino” al Ristorante “La paesana”, il 19 maggio “Serata dell’Orto di Mare” presso il ristorante “Delfino blu”, il 23 giugno “Serata del Sottobosco” alla “Dimora di Bacco” , infine il 28 luglio sarà la “Serata del trionfo del Mare” presso il ristorante “Il Grillo”.

Il momento del pasto nel Medioevo aveva una grande importanza, esso rappresentava un momento felice da condividere insieme ai propri cari.

Per quanto riguarda in particolar modo la prima delle “Serate culinarie” e cioè quella dedicata al baccalà, è da sottolineare che nel Medioevo il pesce era presente su tutte le tavole, dei più ricchi come dei poveri e perfino dei monaci che ne consumavano in grande quantità in quanto era loro proibito mangiare carne perché associata alla “potenza guerriera”. Il pesce veniva pescato nei mari, nei fiumi, nei laghi e anche nelle paludi,  quello che veniva portato sul mercato subiva severi controlli soprattutto riguardo la sua freschezza. In tutto il periodo medievale, fortemente segnato dalla religiosità, il pesce aveva un certa valenza cristiana perché, ad esempio, spesso figurava nei Vangeli. In particolar modo il baccalà era conosciutissimo e le ricette tramandate fino ad ora provengono perlopiù dalla tradizione povera e rurale.

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