8 persone tratte in salvo dall’hotel Rigopiano, si continua a cercare

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Di Tamara Ciarrocchi

Otto persone tratte in salvo vive dall’hotel Rigopiano. Grande emozione tra i soccorritori che da ore lavorano senza sosta sulla montagna del comune di Farindola per rintracciare tutti gli ospiti della struttura collassata sotto il peso di una slavina che si è staccata dai 2400 metri del monte Sella dopo le abbondati nevicate di questi giorni ed in seguito agli eventi sismici di mercoledì mattina. Alle 12.30 la notizia è rimbalzata dalla tv ai social network nell’euforia generale e nella speranza di ritrovare altre persone salve sotto quel cumulo di macerie e neve. Sei le persone individuate dai vigili del fuoco nella giornata di oggi, due invece quelle tratte in salvo ieri. La prima ad essere estratta viva una donna. Poco dopo un bimbo, venuto fuori dallo scavo tra gli applausi e l’emozione degli uomini in divisa. Immagini straordinarie quelle lanciate via web dai vigili del fuoco. Molto importante il fatto che, in questi momenti, le persone salvate possano dare indicazioni importanti alla task force dell’emergenza per tentare di individuare altri ospiti dell’hotel. La signora è stata trasportata all’ospedale di Pescara a bordo di un elicottero della guardia costiera. In successione tutte le altre persone sono state soccorse e trasferite nelle strutture ospedaliere. C’è attesa sui nomi dei cittadini salvati. Sarebbero sette i marchigiani dispersi nella distruzione dell’hotel. Il grandissimo lavoro di soccorso con l’imponente macchina dell’emergenza sembra abbia avuto un grande aiuto anche dai cani che hanno seguito la colonna mobile. Il primo segnale di vita i soccorritori lo hanno avuto da una fessura dalla quale usciva del fumo. Probabilmente le persone travolte dalla valanga erano riuscite ad accendere un fuoco per riscaldarsi in un punto dell’hotel in prossimità delle sale cucina. Elicotteri della marina militare e altre strutture dell’esercito della Guardia di Finanza della Protezione civile stanno lavorando alacremente da più di 40 ore. Il pensiero va ai familiari che stanno attendendo i nomi delle persone tratte in salvo e a quelli che attendono l’esito delle operazioni di soccorso sperando di poter ricevere una telefonata sulla possibilità che anche i loro cari vengano tratti in salvo.

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