In Vaticano inizia l’attività del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale

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TurksonZenit

Iniziato ieri, 1 gennaio 2017, la sua attività in Vaticano il Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, presieduto dal card. Peter Appiah Turkson. Il nuovo organismo, costituito il 31 agosto 2016 con il Motu Proprio Humanam progressionem, accorpa i seguenti Pontifici Consigli: Giustizia e Pace, Cor Unum, Pastorale per i Migranti e gli Itineranti e Pastorale per gli Operatori Sanitari. A partire da oggi i quattro uffici cessano dalle loro funzioni e vengono soppressi, essendo abrogati gli articoli 142-153 della Costituzione apostolica di Giovanni Paolo II Pastor Bonus.

Come si legge nel Motu Proprio, il Dicastero “assume la sollecitudine della Santa Sede per quanto riguarda la giustizia e la pace, incluse le questioni relative alle migrazioni, la salute, le opere di carità e la cura del creato”. Esso, inoltre, “promuove lo sviluppo umano integrale alla luce del Vangelo e nel solco della dottrina sociale della Chiesa. A tal fine, esso intrattiene relazioni con le Conferenze Episcopali, offrendo la sua collaborazione affinché siano promossi i valori concernenti la giustizia, la pace, nonché la cura del creato”.

Il Dicastero – sottolinea ancora il documento – “esprime pure la sollecitudine del Sommo Pontefice verso l’umanità sofferente, tra cui i bisognosi, i malati e gli esclusi, e segue con la dovuta attenzione le questioni attinenti alle necessità di quanti sono costretti ad abbandonare la propria patria o ne sono privi, gli emarginati, le vittime dei conflitti armati e delle catastrofi naturali, i carcerati, i disoccupati e le vittime delle forme contemporanee di schiavitù e di tortura e le altre persone la cui dignità è a rischio”.

Una sezione del Dicastero si occupa specificamente di quanto concerne i profughi e migranti. Questa è posta ad tempus sotto la guida del Papa, per sua stessa volontà. Un ulteriore segnale della grande attenzione che il Pontefice rivolge a questo delicato tema. Francesco ha nominato come suoi collaboratori per l’esercizio di guida della sezione del Dicastero due sotto-Segretari: padre Michael Czerny, S.I., consulente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, e di padre Fabio Baggio, C.S., preside dello “Scalabrini International Migration Institute” incorporato alla Facoltà di Teologia della Pontificia Università Urbaniana. Il loro incarico avrà decorrenza dal prossimo 1° gennaio 2017.

Come aveva dichiarato alcune settimane fa a ZENIT e ad altre testate, il cardinale Turkson il nuovo Dicastero “non sarà un conglomerato di uffici, ma una nuova concezione del ministero della Chiesa nel sociale”.  Esso, aggiungeva il porporato, “non è un giudizio di condanna degli altri Dicasteri per il loro lavoro precedente. Come se il Papa dicesse: ‘Voi avete fallito in tutti questi anni’”.

L’organigramma dell’organismo è ancora in fase di strutturazione. Per ora si prevede la formazione sinergica di diversi Uffici con diverse competenze, come, ad esempio, un ufficio di ricerca e studio che si occuperà di preparare i testi dei messaggi per le varie Giornate; un ufficio per l’applicazione pratica dei progetti in cui era già coinvolto il Pontificio Consiglio ‘Cor Unum’, un ufficio attivo nella comunicazione.

Quanto alla sezione sui migranti che Bergoglio ha avocato a sé, il porporato ha ricordato che tale delega è “ad tempus, non sappiamo fino a quando” e che “vuole dimostrare tutto l’interesse del Papa sulla delicata questione” del fenomeno migratorio. In ogni caso, Papa Francesco ha nominato un piccolo gruppo per lavorare con lui sul tema. I nomi dei componenti saranno resi noti al più presto.

[A cura di Salvatore Cernuzio]

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