Il cristiano maturo

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BambiniZenit

La mamma è contenta che il suo bambino la tenga sempre per mano… Quella mano che di tanto in tanto il bambino è tentato di lasciare è la stessa che lo raccoglie altrettante volte da terra…Questo rapporto continuo, o spesso ricomposto, dimostra che è sempre la trasmissione dell’amore della mamma a far rinascere, crescere, maturare il piccolo.

Appena gli uomini intessono un rapporto, per quanto inizialmente debole, con Dio-papà, allora inizia anche per loro la fortunata rincorsa a diventare cristiani maturi, cioè “bambini” del regno dei cieli. La maturazione dell’uomo sta proprio nel crescere in fiducia fino a diventare “bambino”.

“Bambino evangelico” è ogni uomo che si lascia impastare di sola fiducia in Dio. Ne consegue che la collaborazione più efficace che l’uomo può dare all’opera di Dio in lui è quella di “lasciarlo fare e lasciarsi fare da Lui.”

Più che una esortazione, mi pare un comando quello di “gettare in Dio ogni preoccupazione”.

Ogni preoccupazione: non ci sono preoccupazioni piccole o grandi, motivazioni più o meno valide, miserie più o meno pesanti, dolori più o meno gravi, ma sono tutte preoccupazioni da “gettare in Dio-papà”; occasioni diventate preziose perché provocano l’incontro dell’uomo con Dio e donano a Dio la gioia di incontrarsi con l’uomo.

Chi ritorna rallegra il Paradiso. Il Padre imbandisce la tavola per manifestare la sua gioia per l’incontro con il figlio. Il figlio rimane strabiliato per tanta festa; s’accorge che, portando a casa i suoi stracci, porta al Padre se stesso: il tesoro.

È al massimo della maturazione cristiana chi arriva alla pienezza della riconoscenza. Allora è cristiano maturo è chi non si domanda più cosa fare per Dio, cosa ha fatto di bene in passato, ma è chi, per una grande grazia ricevuta, ha capito di essere, così com’è, oggetto d’amore immenso ed eterno da tutta l’eternità e lo continuerà ad essere per sempre. E non potrà mai più non essere amato.

Ecco chi è figlio della divina gratuità. Ecco la riconoscenza diventata “grazie”. Ecco il “bambino evangelico” a cui “appartiene” il regno dei cieli.

Ecco il cristiano maturo.

Ciao da p. Andrea

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