San Benedetto del Tronto ha ricordato i suoi caduti del mare

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il 23 dicembre del 1970 si consumò una delle più brutte tragedie della storia della marineria sambenedettese. Agostino Di Felice, Marcello Ciarrocchi, Alteo Palestini, Domenico Miarelli, Ivo Mengoni, Giovanni Liberati, Francesco Pignati, Antonio Alessandrini, Silvano Falaschetti e Giovanni Palumbo persero la vita a causa all’affondamento del motopeschereccio “Rodi”. A 46 anni esatti della tragedia, si è svolto “L’approdo negato”, una cerimonia di commemorazione di tutte le vittime del mare della Città di San Benedetto del Tronto.

La cerimonia si è suddivisa in due sezioni. Nella prima, svoltasi in sala consiliare alla presenza dei parenti dei caduti, è stata donata alla città l’opera del pittore grottammarese Francesco Colella, denominata “La corda spezzata”, un olio su tela che rievoca la tragedia del “Rodi” e che rappresenta, attraverso il volo di un gabbiano, la speranza della gente di mare. Coordinata dalla consigliera Mariadele Girolami, la cerimonia ha visto l’intervento del sindaco Piunti, dell’assessore alle politiche del mare Filippo Olivieri, del sindaco di Martinsicuro Paolo Camaioni (la città perse due marittimi in quella tragedia) e lo stesso Colella che ha descritto l’opera, d’ora in avanti esposta sulle pareti dell’aula consiliare.

La seconda parte si è svolta sulla banchina di riva nord Malfizia, con la doppia deposizione di corone in ricordo di tutti i caduti innanzi alla scultura “Il mare, il ritorno” di Paolo Annibali e sul Molo Nord “Rodi”, accanto alle lapidi ricordanti i caduti.

“Oggi è il giorno del ringraziamento nei confronti della marineria sambenedettese, capace di far diventare grande la Città” ha detto il sindaco Pasqualino Piunti dinanzi a tanti cittadini, e ha ribadito l’importanza della sicurezza in mare e nei luoghi di lavoro, oltre a sottolineare l’essenziale ruolo svolto dall’associazionismo nelle attività legate al mare.

“Noi marinai in divisa ci uniamo commossi al ricordo dei marinai che hanno dato la loro vita per portare il pane a casa” ha detto il Comandante della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera Gennaro Pappacena, il quale ha sottolineato come i mezzi per garantire la sicurezza in mare siano enormemente migliorati in questi anni grazie alla tecnologia.

E’ poi intervenuta Benedetta Trevisani del Circolo dei Sambenedettesi, che ha focalizzato la sua riflessione sul sentimento del sacro tra la gente di mare. Trevisani ha parlato della grande fede dei pescatori sambenedettesi, legati alla Madonna e al loro protettore San Francesco da Paola, al quale è dedicata una chiesa tra San Benedetto e Grottammare e che ha rappresentato un punto di riferimento e di culto per gli uomini di mare della città. Non sono mancati riferimenti alla vita della marineria sambenedettese a cavallo tra Ottocento e Novecento, periodo in cui anche i bambini lavoravano, e purtroppo perdevano la vita, in mare.

La preghiera e l’”Eterno Riposo” per i caduti del mare da parte di Don Gianni Croci e la declamazione dell’attrice Chiara Cesari di una poesia dedicata alla fede degli uomini di mare hanno chiuso la mattinata dedicata al ricordo di tante persone che hanno contribuito, con la vita, a rendere importante la Città di San Benedetto.

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