“Diventare artigiani di misericordia! È come investire in borsa, anzi in Paradiso”

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PapaZenit

“Diventare artigiani della carità e costruttori di misericordia è come investire non in borsa, ma in Paradiso, nella vita beata del cielo, nell’amore del Padre”. Così Papa Francesco nel videomessaggio ai partecipanti al Concerto di beneficenza “Avrai”, eseguito domenica sera dal noto artista Claudio Baglioni in Aula Paolo VI.

L’evento, che si svolge in occasione del Bicentenario della Gendarmeria Vaticana e cade per coincidenza nell’80esimo compleanno di Papa Francesco, aiuterà due importanti progetti: un ospedale pediatrico a Bangui, nella Repubblica Centrafricana, in collaborazione con il Bambino Gesù, e le vittime del terremoto in Centro Italia.

“Questa serata allarga l’orizzonte del Giubileo della misericordia partecipando e condividendo situazioni concrete di povertà e di bisogno”, sottolinea infatti il Pontefice nel filmato. “Questa sera – aggiunge – tutti voi state partecipando concretamente e generosamente alla costruzione di due progetti rivolti ai più deboli e fragili, i bambini, progetti che saranno segni visibili dell’Anno della misericordia e che porteranno la firma di tanti di voi”.

Francesco si dice quindi “contento” di questa iniziativa “che ha coinvolto molte istituzioni e persone, ciascuno con la propria professionalità: gli artisti, le maestranze, i tecnici, gli operai…”. Tutti siete “artigiani di misericordia”, afferma il Papa, perché “le opere di misericordia che trovano l’ispiratore in Dio e la materia nella misericordia stessa, sono modellate da mani e dai cuori di uomini e di donne”.

Il Santo Padre ricorda la Lettera apostolica Misericordia et misera, pubblicata al termine del Giubileo, nel quale si sottolinea “come la cultura della misericordia si forma nella preghiera assidua e come, per vincere la tentazione delle parole, della teoria sulla misericordia, è necessario trasformare la misericordia nella vita di tutti i giorni, vita che diventa partecipazione e condivisione”.

“A volte – aggiunge Bergoglio – qualcuno mi chiede: ‘Ma Lei, padre, parla sempre dei poveri e della misericordia’. Sì – dico – ma non è una malattia. È semplicemente il modo con cui Dio si è rivelato. Infatti il Natale ormai alle porte ci ricorda il modo con cui Dio è entrato nel mondo: nasce da Maria Vergine come tutti i bambini, viene avvolto in fasce, preso in braccio, allattato”.

Non solo: “Lui, la sua mamma e Giuseppe hanno dovuto fare i conti con il fatto che per loro non c’era posto nell’albergo”, rammenta il Papa. “La buona notizia – prosegue – l’annuncio della nascita non viene consegnato a re e a principi, ma a pastori, uomini poco o male considerati, peccatori incalliti potremmo dire. Questo è il nostro Dio: non il totalmente altro ma l’assolutamente prossimo”.

Di qui il grazie a tutti “a nome dei bambini di Bangui e di quelli delle zone terremotate”. “Non potremo fare cose grandi, realizzare grandi progetti – assicura Francesco – ma ciò che faremo avrà la firma della nostra passione per il Vangelo”.

[S.C.]

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