Fedeli ministro: un coro di “no” dalle associazioni familiari

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FedeliZenit, di Luca Marcolivio

Prevedibilmente negative le reazioni dell’associazionismo familiare alla nomina di Valeria Fedeli a ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca. La scelta del presidente del Consiglio incaricato, Paolo Gentiloni, è ricaduta sulla 67enne vicepresidente vicaria del Senato, ex sindacalista, che sostituirebbe così Stefania Giannini, alla guida del dicastero di Trastevere.

La senatrice Fedeli è invisa alle famiglie, per essere stata la prima firmataria del disegno di legge n°1680, denominato Introduzione dell’educazione di genere e della prospettiva di genere nelle attività e nei materiali didattici delle scuole del sistema nazionale di istruzione e nelle università.

Il collocamento a capo del MIUR di una parlamentare “il cui orientamento culturale a favore dell’identità di genere ad ispirazione gender è ben noto, non può che essere letto come l’ennesima offesa nei confronti del popolo del Family Day”, ha dichiarato Massimo Gandolfini, presidente del Comitato Difendiamo i Nostri Figli.

“Questa scelta ha chiaramente i toni della provocazione, se non della vendetta, verso le Famiglie del Comitato per il No – aggiunge Gandolfini – colpevoli di aver vinto il referendum, bloccando una pericolosa deriva autoritaria nella quale erano già in programma disegni di legge contro la famiglia naturale e il diritto dei bimbi ad avere mamma e papà”.

Il leader del Family Day assicura quindi che il Comitato terrà “alta l’attenzione sui prossimi passi concreti del nuovo Ministro”, cui promette “collaborazione per iniziative contro ogni forma di odiosa discriminazione, violenza o bullismo, restando tuttavia pronti a contrastare in ogni modo qualsiasi tentativo di trasformare i nostri figli in cavie di sperimentazioni ideologiche, come efficacemente affermato da Papa Francesco”.

A nome del Comitato Difendiamo i Nostri Figli, Gandolfini lancia poi “un forte appello al Presidente della Repubblica, affinché sia garante della Costituzione e vigili che il diritto dei genitori di educare i propri figli non venga violato attraverso atti amministrativi dettati da culture estranee alla storia delle famiglie italiane”.

Il leader del Family Day, infine rammenta: “Nessun programma educativo che riguardi i delicatissimi temi dell’affettività e della sessualità può essere imposto senza il consenso dei genitori. Viene da dire: famiglie italiane unitevi, siate vigili ed attente scuola per scuola, e difendete i vostri figli”.

Ancora più duro il commento di Filippo Savarese, portavoce di Generazione Famiglia, che definisce la nomina della Fedeli una “dichiarazione di guerra totale al popolo del Family Day”.

“La Fedeli – continua Savarese – è senza dubbio la rappresentante politica che più di chiunque in questi anni si è spesa affinché nelle scuole entrassero e fossero attuate le teorie di genere a cui a fatica abbiamo fatto fronte finora”.

Poiché “nei prossimi mesi dunque il diritto di priorità educativa dei genitori sarà più a rischio che mai”, Generazione Famiglia lancia un “appello a tutte le realtà civiche, sociali e politiche impegnate per il bene della famiglia affinché si organizzi quanto prima una manifestazione popolare presso il MIUR per ribadire che sulla loro libertà educativa i genitori non faranno sconti”.

Più pacata la reazione del presidente del Forum delle Associazioni Familiari, Gianluigi De Palo che, in un post su Facebook, preso atto della “grande preoccupazione” diffusa tra le famiglie dopo la nomina, definisce la scelta della Fedeli “effettivamente non troppo felice”, in ragione del già menzionato ddl sull’introduzione dell’educazione di genere nei programmi scolastici.

“Anche il sottoscritto avrebbe preferito una scelta diversa e con il Forum lo diremo nelle prossime ore – prosegue Di Palo -. Tuttavia ripeto quello che sto ripetendo da un anno a questa parte in giro per l’Italia: nelle scuole italiane ci saranno sempre progetti e proposte che ci troveranno contrari. Ci sarà sempre un Ministro che non la penserà come la pensiamo noi…”.

A fronte di “cattivi maestri che utilizzano i nostri figli per portare avanti le loro idee culturali diametralmente opposte alle nostre”, secondo De Palo, “l’unico modo per incidere” è “immischiarsi, partecipare, mettersi in gioco, candidarsi e farsi eleggere negli organi collegiali della scuola. Che senso ha – aggiunge De Palo – raccogliere firme fuori le scuole se poi, nel Consiglio di Istituto non ci siamo?”.

Il presidente del Forum Famiglie, quindi, conferma e rilancia la sua linea: continuare ad invitare le famiglie a “partecipare” e a “mettersi in gioco”, scrivendo a: segreteria@forumfamiglie.org.

Attraverso il portale del Forum, spiega De Palo, “i genitori si parlano, si confrontano e si scambiano buone pratiche”. Un metodo che rimarrà in piedi nei prossimi anni “non solo per contrastare progetti che non ci piacciono, ma anche per proporre quelli che ci sembrano belli”, conclude il presidente del Forum, “perché se siamo ‘fedeli’ nel poco, lo saremo anche nel molto”.

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