Sgarbi: “Chi non visita le Marche per colpa del terremoto è una Capra”

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SgarbiMARCHE – “Chi non va nelle Marche per colpa del terremoto è una Capra”, con queste parole un pò colorite, come è nello stile di Vittorio Sgarbi, il noto critico d’arte ha invitato ieri sera, mercoledì 30 novembre durante la trasmissione di Canale 5, Matrix, a non dimenticare le Marche e il suo grande patrimonio artistico.

Sgarbi ha poi ripercorso velocemente le più importanti opere che abitano il territorio Marchigiano, in particolare citando le opere esposte presso le città di: Urbino, Senigallia, Fano, Pesaro, Ascoli Piceno, Loreto, Ancona e ricordando i più grandi artisti da Raffaello, Tiziano, Bellini, Crivelli e tanti altri.

Anche in altre occasioni Vittorio Sgarbi aveva avuto modo di dichiarare che “la bellezza delle Marche è la prova dell’esistenza di Dio perché qui gli artisti hanno dato il meglio guardando un ambiente meraviglioso. Una regione piccola nelle dimensione, ma proporzionalmente la più grande per quantità di patrimonio artistico, architettonico e paesaggistico in Italia”

Sgarbi ha poi concluso affermando “Andate nelle Marche! Il terremoto va vinto anche con il coraggio!”

I vostri commenti all'articolo (2)

  1. Sono tornato nelle marche dopo 40 anni di assenza ed oggi sono già passati 10 anni da quando vivo sulle colline di questa terra meravigliosa scoprendo ogni giorno le tantissime opere di grandi artisti nelle infinite chiese e palazzi che compongono i borghi stupendi di questa piccola grande regione ed alla fine mi è venuta spontanea la supplica imposizione: VENITE NELLE MARCHE passatevi almeno una settimana e tornerete a casa come persone piene di BELLEZZA.

  2. Sono marchigiana ed orgogliosa di esserlo e abito a Macerata capoluogo di quella provincia che, insieme a quella di Ascoli Piceno, è stata fortemente colpita dal terremoto. Lavoro nel turismo da oltre 20 anni divulgando l’immagine e la conoscenza di luoghi e di opere d’arte poco noti rispetto ad altri, ma non per questo meno notevoli e oggi, quelle stesse opere d’arte, orgoglio della provincia di Macerata, stanno subendo una diaspora forzata che le sradica dal contesto per cui sono nate per essere giustamente messe in sicurezza ma per essere, altrettanto ingiustamente, allestite in mostre, più o meno itineranti, in località marchigiane che niente hanno a che fare con Macerata e il suo entroterra. Vittorio Sgarbi ha perfettamente ragione quando parla dell’enorme patrimonio sconosciuto dei piccoli centri marchigiani che ne è anche l’ identità e mi amareggia non poterli nè ammirare e nè mostrare ai visitatori nella città di Macerata, capoluogo simbolo di una terra ferita dal sisma e mortificata da scelte politiche superficiali ed ingiuste.

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