Francesco: “Tutta la Chiesa grata a Benedetto XVI per la sua profondità di pensiero”

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Papa Francesco e Papa Benedetto XVIZenit

È stato consegnato personalmente da papa Francesco il “Premio Ratzinger” 2016, giunto quest’anno alla sesta edizione. La cerimonia si è svolta stamattina nella Sala Clementina, con l’attribuzione del riconoscimento ai teologi Inos Biffi, docente in numerosi atenei dell’Italia settentrionale e in Svizzera, e Ioannis Kourempeles, ateniese, docente all’Università “Aristotele” di Salonicco, primo ortodosso a ricevere il premio della Fondazione Vaticana Joseph Ratzinger – Benedetto XVI.

Per Bergoglio è stata l’occasione per esprimere ancora una volta “grande affetto” e “riconoscenza” per il Papa emerito Benedetto XVI, “che continua ad accompagnarci anche ora con la sua preghiera”.

Con riferimento al tema dell’escatologia, trattato nel recente simposio internazionale della Fondazione, il Santo Padre ha ricordato le “profonde considerazioni sulla vita eterna e sulla speranza” espresse dal suo predecessore nell’enciclica Spe Salvi. Si tratta di un tema “fondamentale quando si riflette sul senso della nostra vita e della nostra storia senza restare chiusi in una impostazione materialistica o comunque puramente intramondana”.

La “profondità” del pensiero di Joseph Ratzinger, “solidamente fondato nella Scrittura e nei Padri, e sempre nutrito di fede e di preghiera”, ha proseguito il Pontefice, “ci aiuta a rimanere aperti all’orizzonte dell’eternità, dando così senso anche alle nostre speranze e ai nostri impegni umani”. Quello del Papa emerito è “un pensiero e un magistero fecondo, che ha saputo concentrarsi sui riferimenti fondamentali della nostra vita cristiana, la persona di Gesù Cristo, la carità, la speranza, la fede”. E tutta la Chiesa “sarà per sempre grata” a Benedetto XVI.

Congratulandosi con i due teologi insigniti, il Papa ha definito il riconoscimento a monsignor Inos Biffi come un premio “alla carriera di un grande teologo”, mentre il premio a Ioannis Kourempeles è, per Francesco, un segno di “apprezzamento per l’interesse da lui dedicato al pensiero di Joseph Ratzinger, e come incoraggiamento per continuare a sondare la fecondità dell’incontro fra il pensiero di Ratzinger e la teologia ortodossa”, ha poi concluso.

[Servizio a cura di Luca Marcolivio]

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