Mons. Viganò: “Quanto incidono i new media sui rapporti umani?

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mons. Viganò

di Claudio Ianniello

PADOVA – Sono entrati nel vivo i lavori della VI edizione del Festival della Dottrina sociale della Chiesa, in corso a Padova. Dopo il videomessaggio di Papa Francesco, si è svolto l’incontro d’apertura intitolato “La pervasività dei media che tipo di relazioni permette?”, da mons. Dario Edoardo Viganò, prefetto per la Segreteria della comunicazione della Santa Sede.

Il prelato si è soffermato sulla rapida e costante evoluzione dei mezzi di comunicazione che modifica le regole sociali dell’incontro tra gli uomini. I new media condizionano le scelte quotidiane veicolando valori, significati e nuove abitudini. Tutto ciò pone il rischio che il peso e la popolarità dei moderni strumenti di comunicazione diventino strumento di isolamento, individualismo e divisione. Per questo motivo essi rappresentano un moderno terreno di sfida per la Chiesa e per la Dottrina Sociale della Chiesa. Entrambe devono confrontarsi con nuovi media e con nuove modalità relazionali.

Mons. Viganò, nel suo intervento, ha analizzato l’impatto dell’economia digitale sulla società: “Un tempo si temeva di essere osservati mentre oggi la gioia di essere notati supera la paura di essere svelati. La rete ha tolto ogni confine al desiderio di visibilità”. Il selfie è soltanto un esempio dell’approccio ai media della società attuale, dove l’individuo ama mettere in risalto la propria individualità. A tale proposito, ha affermato: “Nella relazione con l’altro, ciascuno si gioca la parte più importante di se. Internet, ad esempio, non si insidia dentro di noi ma rispecchia ciò che sta dentro di noi”.

Le nuove vie di comunicazione sono anche le rotte dell’economia del Terzo millennio. Quindi, al centro di esse deve essere posto il bene comune. Su questo tema, il prefetto per la Segreteria della Comunicazione,  ha sottolineato l’importanza del lato umano delle comunicazioni ed ha citato le parole del Santo Padre: ‘Non basta passare lungo le strade digitali , cioè semplicemente essere connessi: occorre che la connessione sia accompagnata dall’intro vero. Quindi, abbiamo bisogno di amare ed essere amati”.

Nell’epoca della comunicazione digitale, la categoria “relazione” assume dei contorni sfumati poiché la vendita, l’acquisto, la cessione ed il possesso cambiano rispetto al passato. In merito a tale cambiamento, Viganò ha dichiarato: “Tutto avviene a distanza: dall’acquisto di un film fino ad una polizza assicurativa. Dalla piazza, in cui le persone si incontravano, si è passati alla community. Abbiamo costruito un vivere in uno spazio diverso rispetto a quello a cui eravamo abituati. Non esiste più una società basata sul territorio con le proprie tradizione e comunità. Quindi i new media hanno fatto tramontare delle modalità relazionali ancestrali, anche se la vita online e quella offline necessitano di un’integrazione”. Se da un lato, dunque, i media favoriscono la diffusione di iniziative solidali, dall’altro “nei loro meccanismi si è consolidata l’idea che i desideri valgono più dei bisogni, per cui l’uomo godendo della soddisfazione di un desiderio fa esperienza del proprio ego”.

Di fronte a questa situazione, secondo il prelato, “vi è la necessità di adottare una pedagogia del desiderio di consumo cioè delle politiche educative che sradichino l’indifferenza dal nostro vocabolario”. Come afferma il Santo Padre: “La vita non è un desiderio assurdo, la mancanza non è il segno che siamo nati sbagliati, ma al contrario è il campanello che ci avverte che la nostra natura è fatta per cose grandi”.

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