“Rubrica dal carcere”: i pensieri su Donald Trump e sul Giubileo dei Carcerati

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carcere

DIOCESI – Prosegue la nostra “rubrica dal carcere” leggi i precedenti articoli curata dai volontari della nostra diocesi di San Benedetto del Tronto – Ripatransone – Montalto del gruppo “Il Mosaico”.

Ecco alcune riflessioni scritte dai detenuti in merito alla neolezione del presidente degli Stati Uniti e sul Giubileo della Misericordia dei carcerati.

Votazioni americane

“Tempo fa un tale Donald Trump, candidato alla corsa per la presidenza degli Stati Uniti, promise ai suoi  sostenitori che una delle prime cose che avrebbe fatto in caso di vittoria fosse stata la costruzione di un muro alto non so di quanti metri tra il confine americano e quello con il Messico,

Egregio signor Trump mi permetto di far presente che quest’idea l’ha già realizzata qualcun altro qualche decennio prima di lei , e la storia ha insegnato che non servono a niente.

All’indomani di queste dichiarazioni c’è stato un altro che si chiama Francesco detto Papa , che è quello che occorrerebbe al mondo intero, e che dice che più che costruire muri bisognerebbe costruire ponti tanto e’ che dal basso della mia ignoranza, vorrei ricordare al  signor Trump che “pontefice” significa dal latino “costruttore di ponti” (metaforicamente parlando) e siccome e’ una persona che ha qualche conoscenza di vita più di me la invito, caro neopresidente degli Stati Uniti, ad ascoltare e confrontarsi anche con coloro che non la pensano come lei.

P:S: A proposito, se mi posso permettere , volevo consigliare di non mettere in piedi qualche altra guerra o almeno se proprio non riesce  a farne a meno cerchi di aspettare che ne finisca qualcuna di quelle che stanno affliggendo tanti popoli che soffrono per le idee contrastanti che hanno altri. Grazie”.                             Anonimo sambenedettese

 

Giubileo della misericordia dei carcerati

In quest’anno del giubileo del perdono, con l’apertura della porta santa da parte del nostro Santo Padre Papa Francesco, domenica 6 novembre , c’e’ stata a Roma la giornata dedicata ai carcerati.

Io e la mia famiglia con altre persone siamo stati fortunati ad aver assistito a questa giornata speciale e unica, dedicata a noi detenuti da papa Francesco, unica in quanto questo e’ un evento irripetibile e negli anni che verranno  sarà un piccolo pezzo di storia creato dal nostro Santo Padre esclusivamente per noi.

Arrivati in piazza San Pietro a Roma, ciò che io ho avvertito e’ stato il senso di eguaglianza tra me detenuto e tante persone libere , il muro che nella vita purtroppo esiste tra noi e gli altri che non appartengono al nostro mondo, lì era inesistente, non c’erano pregiudizi negli sguardi e negli animi delle persone, non esisteva carcerato e polizia penitenziaria, eravamo tutti uguali, uniti per un’unica causa, spezzare le catene e perdonare le persone che hanno sbagliato. Avvertivo tutt’intorno un’aria e sensazioni mai provate prima e, poi essere dentro alla chiesa che rappresenta tutta la religione cattolica, vedere e ascoltare la santa messa  detta dal nostro Papa Francesco è stato un desiderio che per me e la mia famiglia si e’ avverato. All’interno della chiesa si veniva circondati solo da sensazioni benevoli, sentivo la mia anima e la mia coscienza  libera da tutti i miei peccati. Le parole e l’omelia del santo padre entravano dentro il mio cuore con una forza talmente forte da abbattere tutte le cose e i pensieri negativi che avevo, mi sentivo finalmente in pace con me stesso, e quel perdono che ho chiesto a tutti da quando ho commesso il mio errore , finalmente era arrivato, mi sentivo pulito, carico di positività e con la voglia di riscattarmi. Spero che tutti coloro che hanno seguito a Roma , e per televisione quest’evento straordinario dedicato al perdono dei carcerati, abbiano provato la mia sensazione e quella degli altri che finiscano i falsi buonismi e che tutti noi toglieremo le nostre maschere mostrando ciò che realmente siamo, esseri umani, cui Dio ha dato a noi libero arbitrio, liberi di fare scelte, che alcune volte possono essere sbagliate ma, che poi possiamo chiedere perdono e rimediare il male fatto in bene ma la cosa più importante e’ che le persone sbagliano ma possono cambiare.”                                      Cristian

 

 

 

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