Papa Francesco a Milano: ritmi intensi con un occhio di riguardo per famiglie, ragazzi e “ultimi”

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PapaDi Gianni Borsa

Un “dono” per la Chiesa ambrosiana, per la città di Milano e per tutta la Lombardia. Un momento “forte” di preghiera (tappa in duomo, messa al parco di Monza), di incontri gioiosi (allo stadio con i ragazzi della Cresima), di attenzione alle vecchie e nuove povertà (la sosta alle Case bianche del quartiere Forlanini, la prolungata permanenza tra i carcerati di San Vittore). Sono molteplici gli aspetti che si possono segnalare della visita di Papa Francesco a Milano, fissata per il prossimo 25 marzo, giorno dell’Annunciazione: quasi a ricordare che Dio – come ha osservato l’arcivescovo Angelo Scola nell’illustrare il programma – si immerge nella storia e che il cristianesimo non può che essere fede incarnata, testimoniata nel quotidiano, per le vie e tra le case della città.
La presentazione del programma della visita che Bergoglio renderà a Milano in primavera mostra innumerevoli aspetti da sottolineare. Che, senza forzare troppo la mano, potrebbero essere condensati in quattro “inglesismi”.
Anzitutto sarà una giornata “full time”, che prevede un programma fittissimo, dalle 8 del mattino alle 18.30.

Nessuna sosta, nessun riposo: ritmo incalzante e “milanese” per il Papa

(80enne il prossimo 17 dicembre) venuto dalla fine del mondo. Per conoscere di persona – come egli stesso ha voluto – più realtà possibili, dalla periferia povera alla “city”, per incontrare sacerdoti, consacrati, fedeli, cresimandi e catechisti, così pure carcerati e famiglie straniere e rom. C’è tempo per tutti, c’è posto per ognuno nella giornata di Francesco.
Non di meno sarà una visita “low cost”. Nel senso che al Papa sarà assicurata, ovviamente, “un’accoglienza calorosa e dignitosa”, ma anche “essenziale”, “sobria, in sintonia con il messaggio” che il pontefice predica sin dal primo giorno del suo ministero.

Niente fronzoli, nessuna spesa eccessiva per scenografie fuori luogo.

Semmai qualche segno di attenzione alle famiglie indigenti e senza casa.
Sarà, inoltre, un evento “green”, sostenibile ed ecocompatibile. La messa, cui sono attese tra 600mila e un milione di persone, sarà celebrata al parco di Monza, con l’impegno, dichiarato dai responsabili della diocesi, di lasciarlo pulito e intatto, come si conviene a chi abbia senso civico e rispetto del bene pubblico (così avvenne – scommessa vinta – a Bresso, per la visita di Benedetto XVI nel 2012 in occasione dell’Incontro mondiale delle famiglie).

Un appuntamento attento all’ambiente e alla mobilità, nel segno della “Laudato si’”

anche per l’impegno a far muovere le persone dirette verso Milano da tutta la Lombardia con i mezzi pubblici, “privilegiando la rotaia”, ossia treni, metro e tram, come ha specificato il moderato curiae, mons. Bruno Marinoni.
Non da ultimo, si punterà a una giornata “pop”, nel senso virtuoso di popolare, per il popolo. La diocesi di Milano conta 5 milioni di persone, “la grandissima parte delle quali – ha osservato Scola – sono battezzate”. A tutti i “fedeli” (“magari poco fedeli alla messa…”) è perciò rivolto l’invito per il 25 marzo; che si estende a chi crede diversamente, ai fedeli delle altre religioni, a chi si dichiara ateo. Perché

una “Chiesa in uscita”, di cui Francesco è volto e instancabile testimone, non ha recinti né confini e apre le braccia a tutti.

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