FOTO Parrocchia Sant’Antonio di Padova, grande festa per P. Massimo Massimi

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Di Patrizia Bollettini, foto Emanuele Santori

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Sabato 12 novembre, alle ore 18,00, presso la Chiesa di S. Antonio di Padova, alla presenza del Padre Provinciale, P. Giancarlo Corsini, e di tutta la comunità parrocchiale, compreso un numeroso gruppo di fedeli provenienti dalla parrocchia di S. Giuseppe Lavoratore di Terni, il Vescovo, Mons. Carlo Bresciani, ha presieduto la Celebrazione Eucaristica di ingresso del nuovo parroco, p. Massimo Massimi.
Mons. Bresciani ha richiamato quale sia il compito del parroco, riassumendolo in tre azioni pastorali: annunciare il Vangelo di salvezza e di speranza, non solo a chi già frequenta la comunità parrocchiale, ma soprattutto a quel gregge che è fuori, continuando la stessa missione evangelizzatrice di Cristo, affidata agli Apostoli;
riunire la molteplicità delle realtà, componenti la comunità, attorno alla mensa della Parola e del Pane Eucaristico, favorendo l’unità e la comunione. Senza l’unità il corpo di Cristo, che è la Chiesa, viene fatto a pezzi; accompagnare con carità il cammino di fede di ciascuno, che è volto verso l’incontro finale con Gesù.
Il Vescovo ha anche ringraziato il Signore per l’operato di p. Gabriele Lupi nei suoi sette anni di parrocato: se è vero che i parroci cambiano, ciò che rimane immutato è il Signore Gesù, posto al centro della comunità cristiana.
Toccante il momento liturgico in cui p. Massimo è stato invitato a ripetere le promesse del giorno della sua ordinazione.
Il Provinciale dei Frati minori conventuali, P. Giancarlo, formulando il suo augurio benedicente, ha assicurato che, sotto la guida serena e pacata di p. Massimo, la parrocchia di S. Antonio saprà interagire con lui e con i frati che lo coadiuvano, in maniera ricca ed armoniosa, dando una bella testimonianza di comunione, poiché le porte di casa di questi fedeli e dei loro cuori sono sempre aperte, per offrire accoglienza, collaborazione e sostegno.
Prima della benedizione finale, a nome di tutta la comunità, è stato consegnato a p. Massimo il dono simbolico dell’occorrente per portare la consolazione ai sofferenti con l’Eucaristia e l’olio dell’unzione; queste le parole a lui rivolte: “All’inizio del tuo mandato, ci piace pensare a te come al buon samaritano, che ha compassione per ogni sofferenza dell’uomo, perché il tuo cuore sia sempre sintonizzato con quello di Dio, che è misericordia.
Lo stesso Signore Gesù ti prenda per mano, ti custodisca, ti sorregga e ti ricordi che gli appartieni e che nulla potrà mai separarti dal Suo amore.
Ci stringiamo attorno a te con un cuor solo ed un’anima sola e ti assicuriamo la nostra preghiera, affinché il soffio creativo dello Spirito Santo guidi ogni tua azione pastorale e susciti il desiderio di porre la comunione fraterna al centro di ogni progettualità”.

A conclusione p. Massimo ha salutato l’assemblea, narrando il simpatico episodio di un bimbo ternano che, quando l’ha visto per la prima volta in qualità di parroco, gli ha chiesto: “Ma tu, qui, ce sei venuto da solo o te c’hanno mandato?”. “Me c’hanno mandato!”, è stata la sua risposta. E ha proseguito col dire che è proprio in questo essere stato mandato, dal Padre Provinciale e dal Signore, che sta la sua forza.

Quando è arrivato a S. Benedetto, il Signore aveva già manifestato la Sua presenza e il Suo operato per mezzo dell’accoglienza ricevuta e della fede testimoniata.
Esprime, infine, la sua gratitudine: a p. Giancarlo ed il Vescovo per la fiducia riposta in lui; agli ex parrocchiani, venuti da Terni per stringersi attorno a lui nella preghiera; alla comunità dei frati, tra cui i neo arrivati p. Agostino e p. Enrico, per come collaborano con passione e zelo; a tutti i presenti, compreso il Sindaco Pasqualino Piunti, per essere intervenuti gioiosamente alla Celebrazione Eucaristica.
Tutta la comunità ha fatto, poi, festa al nuovo parroco, certa che p. Massimo è la guida che il Signore ha scelto per continuare ad “operare il molto che c’è ancora da fare”, come ha detto p. Gabriele Lupi nel suo commiato.

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