Ripatransone si ritrova unita nel ricordare i propri caduti in guerra

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RIPATRANSONE – Domenica 6 Novembre la cittadinanza di Ripatransone si è riunita per rendere omaggio ai suoi caduti di tutte le guerre. A causa dei recenti eventi sismici, che hanno ferito profondamente il nostro territorio, la Celebrazione Eucaristica delle ore 11,00, non si è svolta come di consueto in Duomo, chiuso in via precauzionale per verifiche tecniche, ma in una tensostruttura nel piazzale antistante il civico cimitero.

Al termine della messa presieduta da Don Gian Luca Rosati, dove si è pregato per i propri defunti e per coloro che hanno dato la propria vita per difendere la patria, tutti si sono recati all’interno del campo santo per deporre una corona di alloro presso un antico monumento che contraddistingueva la primitiva fisionomia del luogo, quest’anno utilizzato come simbolo della memoria.

Il corpo bandistico “Città di Ripatransone” ha scandito i vari momenti comunitari, eseguendo le melodie tradizionali a ricordo dei vari periodi bellici di cui è stata protagonista la nostra nazione.

Gli allievi della scuola primaria, accompagnati dai docenti, hanno poi declamato alcune poesie e riflessioni sul compito dell’uomo come costruttore di pace, anziché produttore di conflitti per risolvere le contese.

Questa partecipazione è sempre molto significativa perché infonde la speranza che le nuove generazioni possano crescere nel desiderio di diffondere nel mondo la cultura del dialogo e della fratellanza.

Erano presenti anche le autorità civili tra cui il Presidente della Provincia Paolo d’Erasmo il Sindaco Remo Bruni con tutta l’Amministrazione Comunale, assieme ai rappresentanti delle associazioni AVIS, AIDO ed alla CROCE AZZURRA di Ripatransone e Cossignano, a voler testimoniare il proprio impegno per la coesione sociale nel territorio.

Quest’anno ricorrendo il centenario dalla nascita del ripano Ildebrando Malavolta, medaglia d’oro al valore militare (cui è intitolata la locale scuola elementare) che offrì venticinquenne, nel ‘41 la propria vita per la patria durante un’azione bellica dell’aviazione italiana a Gondar. È stata consegnata pertanto ai parenti una targa commemorativa di queste gesta eroiche ed è stato inviato a dare la propria testimonianza l’unico nipote in vita che lo conobbe direttamente quand’era bambino.

Negli odierni frangenti difficili per il nostro territorio, questo momento di preghiera e ricordo appare affatto scontato o rituale, ma un segno di solidarietà e coesione per tutta la popolazione.

Silvio Giampieri

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