Grottammare, ripresa ieri l’Adorazione Eucaristica perpetua

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Adorazione

DiGiulia Dami

GROTTAMMARE – Dopo l’ultimo terremoto del 30 ottobre la Chiesa di Sant’Agostino era rimasta chiusa per gli opportuni controlli e da quel momento era stata sospesa anche l’Adorazione Eucaristica perpetua.
Ieri, domenica 6 novembre alle ore 11.00, dopo la Santa Messa presieduta dal parroco Don Giorgio Carini è ripresa l’Adorazione Eucaristica.
Durante l’ultima catechesi rivolta agli adoratori Don Giorgio ha affermato:
Al di fuori di Gesù tutto crolla e viviamo nella paura. Questa Roccia è Lui stesso, presente nella Santissima Eucarestia. “Desidero unirmi con le anime umane, la mia delizia è di unirmi con le anime” E’ Gesù che parla a Santa Faustina Kowalska “Sappi figlia mia che quando nella Santa Comunione vengo in un cuore umano, ho le mani piene di Grazie di ogni genere e desidero donarle all’anima… ma le anime non mi prestano nemmeno attenzione… Mi lasciano solo, si occupano d’altro. Quanto è triste per Me che le anime non conoscano l’Amore…si comportano con me come con qualcosa di inerte”. Nell’Adorazione vogliamo guardare a Gesù e riconoscere Gesù come il Bene più prezioso, con uno sguardo di Adorazione che è sguardo di amore. Questo, come dice Gesù a Santa Faustina, dischiude i tesori più grandi e permette a Dio di operare. “Dammi tutte le tue pene e tutta la tua miseria ed io li colmerò con i tesori delle Mie Grazie.” Perchè AdoraLlo vuol dire riconoscere la mia povertà, tutte le mie miserie.

L’Adorazione ci è stata data per riscoprire il Tesoro inestimabile di Gesù che si dona attraverso l’Eucarestia. E su questo ci dobbiamo aiutare, perché se non teniamo vivo questo fuoco, questa consapevolezza, questo Spirito di Adorazione, allora l’Adorazione Eucaristica Perpetua andrà a estinguersi perché troppo spesso mi accorgo che veniamo alla Santa Adorazione ingombri di noi stessi. Se siamo pieni di noi stessi, Dio non può operare, non guardiamo a Dio, Lui non può operare. “La Mia Santità non mi impedisce di essere misericordioso con te, per te ho istituito un Trono di Misericordia e questo Trono è il tabernacolo e da questo Trono di Misericordia desidero scendere nel tuo cuore. Puoi venire da me in ogni momento, voglio parlare con te e desidero elargirti le mie grazie”. Gesù vuole parlare con noi.  Per te sono disceso da Cielo in terra, per te mi sono fatto mettere in croce, per te ho permesso che venisse aperto con la lancia il mio Sacratissimo Cuore ed ho aperto per te una sorgente di misericordia. Vieni ed attingi le grazie da questa sorgente, con il recipiente della fiducia, non respingerò mai un cuore che si umilia, la tua miseria verrà sprofondata nell’abisso della mia misericordia. Fammi il piacere, dammi tutte le tue pene e tutta la tua miseria ed io ti colmerò con i Tesori delle mie Grazie. Noi invece quando arriviamo all’Adorazione, ci accartocciamo su noi stessi. Quando veniamo all’Adorazione mettiamo sull’Altare tutte le nostre pene, i nostri affanni. L’Adorazione c’è data per poter attingere a queste grazie, meglio pregare male che non pregare bene.

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