Due mesi dal Sisma, la situazione aggiornata tra: Montemonaco, Comunanza, Force e tanti paesi dell’interno della diocesi

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Chiesa terremotoCaritas Diocesana

DIOCESI – Sono passati quasi due mesi dalla notte del terremoto: 298 vittime, centinaia di feriti, migliaia di sfollati (circa 5 mila ad una settimana dal sisma), 1.442 le persone assistite dalla Protezione civile (dato aggiornato al 3 ottobre) nei campi e o presso gli alberghi.

Per quanto riguarda la nostra diocesi le zone più colpite sono: Montemonaco con inagibili 110 edifici, il comune (trasferito nella scuola chiusa da 5 anni per mancanza di alunni), tutte le chiese e 40 persone sfollate che hanno trovato sistemazione in abitazioni del paese o sulla costa; Force con inagibili circa 40 case (i controlli delle abitazioni private non sono stati ultimati), il comune, la scuola, le chiese, la nuova struttura sociosanitaria inaugurata a giugno e circa 80 persone sfollate sistemate o in appartamenti in affitto o da parenti. Comunanza con edifici lesionati nel centro disabitato e con alcune famiglie che si sono trasferite; Cossignano con alcune case lesionate compresa quella parrocchiale e la Chiesa; Castignano, Patrignone, Porchia, Montedinove, Montelparo con diverse chiese chiuse.

Da questi dati emerge che la nostra diocesi, pur essendo la meno colpita dal sisma, in realtà registra un alto numero di persone terremotate provenienti dalla diocesi di Rieti e di Ascoli. Presso il centro di accoglienza di San Benedetto sono registrati 184 nuclei familiari (381 persone) residenti in alcune strutture ricettive, 61 nuclei (166 persone) alloggiate in appartamenti in una zona compresa  tra San Benedetto ed Ascoli. Negli alberghi della citta,  Relax, Bolivar, Desirèe, Progresso, Canguro ci sono 115 nuclei  familiari di Accumoli (253 persone) , 42 nuclei di Amatrice (78 persone) , 29 nuclei di Arquata (38 persone), 4 nuclei di Acquasanta (10 persone). I minori ospitati e inseriti nelle scuole della costa sono 44, e coprono fasce di età ricomprese fra le classi 2000 e 2016.

Da parte di Caritas Italiana e della delegazione regionale prosegue il lavoro di accompagnamento e sostegno costante garantito anche alla nostra Caritas diocesana. In particolare abbiamo avuto la disponibilità di Suor Cecilia che ci sta aiutando ad assicurare una presenza discreta ma continua presso gli Hotel. Con l’aiuto delle Suore della Caritas e di altri istituti religiosi presenti in città, si è cercato di entrare in relazione, di mettersi in ascolto, specie delle persone anziane, le più segnate da questa esperienza in quanto spesso relegate dentro gli alberghi. Si è coinvolta anche la Caritas parrocchiale di S. Antonio e speriamo pian piano si coinvolgano anche tutte le altre. Grazie ad alcuni presbiteri disponibili si è potuto offrire  nella vicina Cappellina dell’Immacolata sul Lungomare la possibilità di ritrovarsi per la preghiera quotidiana alle ore 17.30 e per l’Eucaristia domenicale alle ore 11.00. L’intento è quello di custodire l’identità della comunità presente in città, ma anche di far sentire la vicinanza della Chiesa locale. A tal proposito venerdì 21 ottobre un gruppo di circa  50 persone  hanno vissuto un  pellegrinaggio a Loreto e lunedì 24 ottobre, a due mesi dal sisma, il vescovo di Rieti, Mons. Domenico Pompili, insieme al nostro vescovo Carlo, celebrerà l’Eucaristia in suffragio delle vittime .

Lo scorso 18 settembre abbiamo partecipato alla colletta nazionale raccogliendo nella nostre chiese la somma di Euro 51.173,77. Attraverso lo slogan “c’è un tempo per rialzarsi” si è voluto evidenziare il desiderio di ripartire con un germoglio di speranza che, più potente di ogni scossa, emerge dalle macerie.

L’obiettivo rimane quello di accompagnare, in maniera discreta, questi nostri fratelli e sorelle chiamati a rimanere protagonisti della propria storia, perché la permanenza di questi mesi nella nostra città diventi inizio di quella ricostruzione, che conoscerà tempi lunghi, non solo per quanto riguarda le case, ma anche la tessitura di relazioni e il riassorbimento dei traumi sociali e psicologici. Vorremo farlo con lo “stile Caritas”, restando accanto alle persone colpite dal sisma non con un pacchetto già confezionato di interventi, ma in costante ascolto dei bisogni, nella consapevolezza di un contesto in continuo mutamento. Una carità da testimoniare giorno per giorno senza clamore, con la vicinanza e l’accompagnamento delle persone.

In questi giorni inizieremo la mappatura dei nostri territori colpiti dal sisma per una lettura della realtà utile ad avere una visione d’insieme e a individuare le fragilità, i bisogni e le risorse. Il gruppo che si è costituito cercherà di far sentire la vicinanza della Chiesa locale alle singole parrocchie per generare possibilità di crescita per le comunità cristiane e la popolazione in senso generale che possono concretizzarsi in progetti negli ambiti socio-pastorale e socio-economico.

E’ tempo di semina, Maria, la Madre del Crocifisso Risorto, ci aiuti a non perdere di vista il terreno dove il chicco muore: col tempo darà vita ad una pianta e si avrà di nuovo farina per il pane.

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