Rifiugiati Grottammare, come affrontare i casi di tortura

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RifugiatiGROTTAMMARE – Come prendere in esame e come costruire una relazione di aiuto con persone vittime di tortura è stato il tema del corso di formazione per operatori SPRAR tenutosi a Grottammare nei giorni scorsi (10 e 11 ottobre),con la partecipazione di esperti dell’associazione Medici contro la Tortura e il coordinamento dello Sportello SPRAR Grottammare.

Si tratta del primo corso affrontato direttamente dall’associazione romana  nelle Marche.

L’evento formativo ha coinvolto i 31 operatori dei 5 progetti SPRAR che si occupano dell’accoglienza dei rifugiati e richiedenti asilo, gestiti dalla Cooperativa Nuova Ricerca Agenzia Res nei Comuni di Grottammare, Porto S. Giorgio e Fermo.

L’ iniziativa formativa  è nata dalla convenzione stipulata nel 2015 dal  Comune di Grottammare e l’a.t.i. SPRAR Together (Coop. Soc. Nuova Ricerca Agenzia Res – COOSS Marche) con l’associazione Medici contro la Tortura (A.M.T.)  di Roma.

Nell’ accordo, infatti, sono previsti momenti di formazione specifica, visti i  sempre più numerosi episodi di violenza estrema subiti dai profughi nel loro  Paese e durante il percorso migratorio.

Medici Contro la Tortura  è un’associazione umanitaria, senza scopo di lucro, che si è costituita legalmente nel 1999, anche se forniva assistenza medica, psicologica e sociale alle vittime di tortura provenienti da qualsiasi paese del mondo da oltre dieci anni.

Oltre a prendersi cura delle vittime della tortura, l’associazione fornisce un’ampia documentazione al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica, le forze sociali e politiche su questo problema. Essa lavora in rete con operatori che prestano assistenza legale, con quelli dei centri di accoglienza delle associazioni di volontariato, dei servizi degli enti locali, e collabora da tempo con la Casa dei diritti sociali e con Amnesty International .

Il tema del corso è stato affrontato da molteplici punti di vista – da quello legislativo a quello medico legale e quello psicologico/psichiatrico – e attraverso varie metodologie – dalla simulazione al racconto di esperienze sul campo. I partecipanti si sono dichiarati pienamente soddisfatti del percorso formativo tanto da richiedere una formazione permanente su un tema così articolato e complesso, da non potersi esaurire in un momento isolato.

Sono intervenuti: dott.ssa Stefania Scodanibbio, psicologa e psicoterapeuta esperta in etnopsicologia; dott.ssa Luisa Pepe, psicologa e psicoterapeuta A.M.T.; dott. Carlo Bracci, medico legale A.M.T.; dott.ssa  Stefania Pagani, medico legale dell’Area Vasta n. 2 dell’ASUR di Senigallia; Iordanos Iohannes Naizghi, mediatrice Interculturale A.M.T.; Manuela Fabbretti, operatrice sociale A.M.T.

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