Vaticano: la Segreteria di Stato vigila sull’accordo Fisco-Ior

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Il cardinale Pietro Parolin, su delega di Papa Francesco, ha emanato oggi un provvedimento della Segreteria di Stato vaticana in applicazione alle norme previste dalla Convenzione fiscale stipulata ad aprile 2015 tra Santa Sede e Italia. Il provvedimento, promulgato sabato scorso tramite L’Osservatore Romano e pubblicato sugli Acta Apostolicae Sedis, è entrato immediatamente in vigore.

Rispondendo alle domande dei giornalisti in merito, il portavoce vaticano, Greg Burke, ha chiarito che “le informazioni riguardano, per la maggior parte dei casi, gli interessi sui conti correnti accesi allo Ior”, quindi di Istituti religiosi, dipendenti vaticani o ex dipendenti oggi pensionati. Questi dovranno obbligatoriamente comunicare alle autorità fiscali italiane eventuali attività finanziarie svolte sul proprio conto Ior.

Si tratta, ha chiarito il direttore della Sala Stampa vaticana, di “investimenti di piccola entità” fatti negli anni scorsi da “titolari di un conto corrente allo Ior” o attività riguardanti cifre poco significative. Tale regolarizzazione tributaria va compiuta entro 180 giorni dall’entrata in vigore della Convenzione.

Nel dettaglio, l’accordo entrato di sabato prevede tre diversi regimi: per le attività precedenti al 31 dicembre 2013 ci sono sei mesi di tempo per denunciare al Fisco italiano eventuali attività; per gli anni 2014 e 2015 ci si può avvalere di tale facoltà: dal 2016 la denuncia al Fisco italiano avverrà a cura dello Ior in modo automatico.

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