Esperienza Acli, a tu per tu con Giulio Lucidi presidente provinciale

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Giulio
DIOCESI – Da diversi anni è presente nella diocesi di San Benedetto del Tronto, l’ACLI una realtà molto importante per il tessuto sociale.
La realtà associativa ha avuto inizio in Italia nel quarto Congresso cattolico del lontano 1877 dove si affermava: “bisogna risolutamente far cristiano l’argomento del lavoro”, ebbene, potenzialmente si stavano già evocando le Acli. Ma bisognerà aspettare ancora a lungo. Infatti, nel 1891 Leone XIII emanava la famosa enciclica Rerum Novarum, e nel 1931 Pio XI rilanciava i contenuti con l’enciclica Quadragesimo Anno.
Ma è con la fine della seconda guerra mondiale (1945) e la vittoria della democrazia sul fascismo, che vengono alla luce le Acli come “costola sociale” dell’Azione Cattolica e avamposto della Chiesa nel mondo del lavoro.
Per conoscerla meglio abbiamo intervistato Giulio Lucidi, presidente provinciale.
Giulio come sei entrato come sei entrato a far parte del mondo delle ACLI?
L’esperienza nelle Acli è iniziata nel 1987 con la partecipazione ad un Congresso di Gioventù Aclista a San Benedetto del Tronto attraverso il Circolo Acli di Brecciarolo di Ascoli Piceno al quale ero iscritto. Da subito però mi sono interessato dell’Unione Sportiva Acli, l’ente di promozione sportiva riconosciuto dal Coni che è una associazione specifica delle Acli. Nel 1989, poi, sono stato eletto presidente provinciale dell’U.S. Acli di Ascoli Piceno carica che ho mantenuto fino al 2001 per poi essere rieletto nuovamente dal 2005 al 2009 e dal 2013 fino questo mandato congressuale che si concluderà entro gennaio 2017.
Quali servizi svolge?
L’Unione Sportiva Acli provinciale si è caratterizzata in questo ultimo periodo più che nell’agonismo nel valore sociale dello sport ed in tutte quelle iniziative che riescono a creare momenti di aggregazione e socializzazione per cittadini di ogni età. Oltre a manifestazioni e tornei di carattere competitivo (tipo tornei di calcio e calcio a 5), infatti, ci stiamo occupando, specie in questo ultimo mandato congressuale, nella necessità per i cittadini di stare insieme, occuparsi della propria salute, utilizzare lo sport come uno strumento per creare legami per i cittadini. Questa caratterizzazione, realizzata in collaborazione con il comitato regionale dell’U.S. Acli Marche, ci ha portato ad un vero e proprio boom a livello di iscrizioni visto che siamo arrivati ad essere una delle prime dieci province italiane del nostro ente di promozione sportiva segno di una attenzione da parte della popolazione verso questo tipo di attività.
D’altronde le attività che proponiamo sono state anche recentemente validate dalla Regione Marche attraverso la stipula di un protocollo d’intesa, avvenuta il 4 luglio, per la promozione dell’attività fisica nella comunità locale in applicazione del Piano regionale della prevenzione 2014/2018.
Ci occupiamo anche di organizzare attività di animazione per ragazzi e bambini e voglio ricordare che nello scorso agosto abbiamo realizzato il progetto “Un pomeriggio di gioco libero” a Pescara del Tronto 10 giorni prima del devastante terremoto. Da anni, infatti, collaboriamo con la Pro Loco e quest’anno oltre che a Pescara siamo stati a Piedilama, Trisungo e Spelonga. Posso già anticipare che stiamo preparando un progetto per tornare in questi territori nella prossima estate.

Come è nata l’idea delle “camminate”?
Dal 2013 stiamo realizzando nel territorio provinciale l’iniziativa “Salute in cammino” che comprende una lunga serie di eventi gratuiti per la popolazione di ogni età finalizzati alla promozione dell’attività fisica ed all’incremento del movimento. L’idea delle camminate è nata nell’aprile 2013 proprio a San Benedetto del Tronto dalla collaborazione tra il nostro ente ed il comitato di quartiere Ponterotto il cui presidente di allora, Andrea Sanguigni, ci chiese di realizzare un’iniziativa sportiva ma al tempo stesso aggregante ed aperta a cittadini di ogni età. Da allora abbiamo realizzato centinaia di iniziative similiari che hanno toccato davvero tantissimi comuni come Grottammare, Acquaviva, Monsampolo, Castorano, Spinetoli, Ascoli, Colli, Monteprandone (dove abbiamo un nutritissimo gruppo di persone affezionate all’iniziativa) ed altri.
Ci parli in specifico del percorso “Gli itinerari della fede”?
Anche il progetto “Gli itinerari della fede” ha preso il via a San Benedetto del Tronto. Nel 2013, infatti, abbiamo realizzato la prima edizione della “Camminata di Sudentre – Camminata per San Benedetto Martire” in occasione della festa del patrono grazie all’invito del comitato organizzatore. A quel punto abbiamo deciso di promuovere questa particolare iniziativa di devozione verso i patroni di varie città o abbinando la camminata alla visita di vari santuari e chiese o ricorrenze particolari come quella di Don Bosco di gennaio. Così nel corso degli anni abbiamo strutturato il progetto delle camminate in onore dei patroni denominandolo “Gli itinerari della fede” e organizzando iniziative ad esempio ad Acquaviva Picena (per San Niccolò, per San Giorgio e per San Francesco visto che lì c’è la prima chiesa costruita nella Marca dal santo di Assisi), a Monteprandone (per San Giacomo della Marca e per Sant’Anna), ancora a San Benedetto del Tronto (per Santa Lucia), poi a Montedinove (per San Tommaso Becket), a Spinetoli (per San Pio X), ad Ascoli (per Papa Niccolò IV). Queste iniziative hanno avuto un ottimo riscontro di partecipanti e si è andati comunque al di là dell’aspetto religioso visto che le manifestazioni sono servite anche per conoscere meglio chiese e santuari del nostro territorio.
Il prossimo appuntamento è per domenica 16 ottobre alle ore 17,30 con la “Camminata per San Benedetto Martire” che partirà alle 17,30 da piazza Sacconi.
Quali progetti avete in cantiere?
Delle camminate abbiamo parlato già a lungo visto che comunque rappresentano gran parte delle nostre attività. Vorrei però sottolineare anche il fatto che col progetto “Camminate dei musei” stiamo valorizzando strutture fuori da grandi circuiti culturali ma che non hanno nulla da invidiare a nessuno. In questi ultimi mesi abbiamo visitato ad esempio il Museo archeologico del territorio di Cupra, l’Antiquarium Comunale di Cossignano o il Museo di arte sacra di San Benedetto del Tronto ed ogni volta davvero i nostri iscritti si sono meravigliati delle ricchezze presenti. Questo progetto continuerà perchè sta avendo un buon riscontro.
Stiamo inoltre abbinando sempre di più le camminate all’aspetto di prevenzione della salute e per questo organizziamo anche degli incontri con la dottoressa Sonia Bolognesi, nutrizionista, che relazione sui temi ad esempio della corretta alimentazione. Vogliamo infatti cambiare gli stili di vita dei cittadini ed abituarli ad averne corretti.
Nel corso del 2016 abbiamo aderito a varie iniziative nazionali ed europeee e lo faremo anche nel 2017. Abbiamo organizzato eventi in occasione della “Giornata nazionale dello sport”, della “Giornata mondiale del cuore”, della “Settimana europea della mobilità sostenile” e della “Settimana europea dello sport”.Il 22 ottobre, al Città delle stelle, organizzeremo una camminata alla vigilia della “Giornata mondiale per la prevenzione del tumore al seno”.
Negli ultimi mesi abbiamo anche sviluppato l’attività del burraco che ci permette di creare momenti di socializazione ed aggregazione per i cittadini, in particolare per persone anziane o un po’ avanti di età. Abbiamo messi in rete i circoli affiliati (Circolo Acli Venagrande, Centro Pacetti di Monteprandone, Centro sociale di Brecciarolo e di Tofare di Ascoli Piceno, Amici nella natura di Ascoli, Polisportiva Belvedere di Folignano) ed organizzato corsi di burraco (uno presso Kabina Welcome a Porto d’Ascoli, uno al Centro Pacetti di Monteprandone) ma anche campionati provinciali singoli e a squadre e regionali. Questo tipo di attività piace molto e si sta sviluppando sempre di più.
Un altro progetto che stiamo portando avanti, con riscontri positivi, è una iniziativa di diffusione del libro “E’ un gioco da ragazzi” di Domenico Facchini e Corrado La Grasta che spiega la costituzione attraverso una partita di calcio evidenziandone gli aspetti comuni. Vogliamo infatti sottolineare l’aspetto educativo dello sport e la sua valenza sociale ma anche l’importanza dello sport come strumento di integrazione per gli immigrati visto che le regole del gioco sono universali e dunque è possibile eliminare le barriere linguistiche che spesso rappresentano un ostacolo insormontabile.
Ci occupiamo anche di Servizio civile nazionale ed infatti il prossimo 7 novembre prenderanno servizio 4 volontari per la realizzazione dei progetti “A ruota libera” e “Dammi il cinque”.

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