Mostra del cinema di Venezia: oggi Tv2000 presenta tre documentari in anteprima

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Tv2000In occasione della 73° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, Tv2000 presenta il 6 settembre alle ore 15.30, presso lo Spazio della Fondazione Ente dello Spettacolo – FEdS (Sala Tropicana 1 – Hotel Excelsior, Venezia Lido), in anteprima tre nuovi documentari: “Kemioamiche” di Chiara Salvo in collaborazione con Real Time (gruppo Discovery Italia), “Mai dire mai” di Andrea Salvadore, “Canzoni d’amore oltre il genocidio” di Giuseppe Carrieri. Ne dà notizia una nota stampa, in cui si spiega che le tre produzioni saranno illustrate al Lido dall’emittente della Conferenza episcopale italiana rappresentata da Paolo Ruffini (direttore di Rete) e Lorenzo Serra (direttore Generale). Modera l’evento Fabio Falzone, conduttore di ‘Effetto Notte’, il rotocalco di informazione cinematografica di Tv2000. “Kemioamiche” ha per protagoniste 6 donne, ognuna con la sua storia, tutte con in comune la scoperta di avere il tumore al seno. Tutte con una famiglia, un lavoro, degli amici, una vita. Una donna su otto in Italia si ammala ogni anno di tumore al seno, ma l’87% delle donne italiane guarisce. Ed è lì, nella possibilità della guarigione, che ricomincia la risalita di queste sei donne. Progetto realizzato grazie anche al contributo di Susan Komen e del professor Riccardo Masetti del Policlinico Agostino Gemelli di Roma. “Mai dire mai” racconta le storie di chi ha commesso un reato, in cui ogni detenuto è una storia, un volto, un percorso. Su queste basi Tv2000 ha scelto di realizzare nell’anno della Misericordia un programma dentro un carcere: l’idea è maturata dall’incontro con don Marco Pozza, cappellano nel carcere “Due Palazzi” di Padova e Ornella Favero, direttrice di “Ristretti Orizzonti”. Infine, “Canzoni d’amore oltre il genocidio” è il documentario che racconta la misericordia, come un mistero da aspettare, espressione della più grande forma di amore, capace di vincere l’odio. In Ruanda, dove più di 20 anni fa, il genocidio ha distrutto vite e storie, oggi vittime e carnefici, tra città e campagne, si riconciliano attraverso un programma di dialogo e comunicazione.

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