Nasce il “Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale”

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Print this page

papa francescoDi Salvatore Cernuzio

La riforma della Curia procede, e anche alla svelta. A neanche due settimane di distanza dalla nascita del nuovo Dicastero per Laici, famiglia e vita, Papa Francesco istituisce ufficialmente il ‘Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale’ con il Motu Proprio Humanam progressionem, nominando come Prefetto il card. Peter Kodwo Appiah Turkson.

Si tratta dell’altro maxi organismo, allo studio del Consiglio dei nove cardinali (C9) da circa tre anni, che accorpa i seguenti Pontifici Consigli: Giustizia e Pace, Cor Unum, Pastorale per i Migranti e gli Itineranti e Pastorale per gli Operatori Sanitari. Il neonato Dicastero avvierà il suo lavoro dal 1° gennaio 2017, data in cui i suddetti quattro uffici cesseranno dalle loro funzioni e verranno soppressi, essendo abrogati gli articoli 142-153 della Costituzione apostolica di Giovanni Paolo II Pastor Bonus.

Come quello per laici, famiglia e vita, si contavano ormai i giorni dalla data di erezione ufficiale. La novità è infatti ben altra, e cioè il fatto che all’interno del nuovo Dicastero figura una sezione totalmente dedicata ai migranti “posta ad tempus direttamente sotto la guida del Sommo Pontefice”, come si legge nell’art. 1 §4 degli Statuti.

Una decisione inedita che risale direttamente ai tempi della riforma della Curia romana voluta dal Beato Paolo VI, quando il Papa manteneva per sé le prefetture del Sant’Uffizio (l’attuale Congregazione per la Dottrina della fede) e la Congregazione per i vescovi.

Come sottolinea una nota della Sala Stampa vaticana, tale sezione vuole soprattutto “esprimere in maniera speciale la sollecitudine per i profughi ed i migranti” del Papa argentino che ha fatto dell’accoglienza e della vicinanza ai rifugiati uno dei punti chiave del suo pontificato, sin dal primo viaggio a Lampedusa nel settembre 2013, pochi mesi dopo la sua elezione.

Oltretutto, si legge nel comunicato, “non può esserci oggi un servizio allo sviluppo umano integrale senza una particolare attenzione al fenomeno migratorio” che attualmente investe l’Europa e in particolare l’Italia.

“In tutto il suo essere e il suo agire la Chiesa è chiamata a promuovere lo sviluppo integrale dell’uomo alla luce del Vangelo”, recita il Motu Proprio, approvato – insieme allo Statuto, ad experimentum – da Papa Francesco il 17 agosto scorso, su proposta del C9.

“Tale sviluppo si attua mediante la cura per i beni incommensurabili della giustizia, della pace e della salvaguardia del creato”, spiega il testo. Scopo del nuovo Dicastero è dunque “attuare la sollecitudine della Santa Sede nei suddetti ambiti, come pure in quelli che riguardano la salute e le opere di carità”.

Esso – prosegue il documento – “sarà particolarmente competente nelle questioni che riguardano le migrazioni, i bisognosi, gli ammalati e gli esclusi, gli emarginati e le vittime dei conflitti armati e delle catastrofi naturali, i carcerati, i disoccupati e le vittime di qualunque forma di schiavitù e di tortura”.

Tutti temi che verranno approfonditi “nel solco della dottrina sociale della Chiesa”, come sottolineano gli Statuti. A tal fine, l’organismo “intrattiene relazioni con le Conferenze Episcopali, offrendo la sua collaborazione affinché siano promossi i valori concernenti la giustizia, la pace, nonché la cura del creato”.

Ciò si traduce nel coordinamento di iniziative delle istituzioni cattoliche e nelle relazioni “con associazioni, istituti e organizzazioni non governative, anche al di fuori della Chiesa cattolica, impegnate nella promozione della giustizia e della pace”. Il Dicastero assume infatti le competenze della Santa Sede circa l’erezione e la vigilanza di associazioni internazionali di carità e dei fondi istituiti agli stessi fini. Tra i suoi compiti rientra, quindi, anche quello di incoraggiare e promuovere eventi come la Giornata Mondiale della Pace, quella delle Migrazioni e del Malato.

Naturalmente, esso agisce in collaborazione con la Segreteria di Stato, “anche partecipando alle delegazioni della Santa Sede in incontri intergovernativi nelle materie di propria competenza”. Stretto il rapporto anche con la Pontificia Accademia delle Scienze Sociali e la Caritas Internationalis.

Oltre a quella sui migranti, nell’organigramma del neonato Dicastero risultano la Commissione per la Carità, la Commissione per l’ecologia e la Commissione per gli operatori sanitari, “le quali operano secondo le loro norme” e sono presiedute dal Prefetto. Ovvero il cardinale Turkson, già presidente del Pontificio Consiglio Iustitia et Pax.

Una scelta che appare scontata dal momento che il cardinale, in virtù del suo ruolo, si è fatto negli ultimi tempi il portavoce del Santo Padre su tali temi durante conferenze e incontri in tutta Europa, e, con il suo Dicastero, ha contribuito alla stesura della ‘enciclica verde’ Laudato Sì, tra le colonne portanti del Magistero di Bergoglio.

Turkson sarà coadiuvato da un segretario e almeno un sotto-segretario, che possono anche essere fedeli laici. Per ora non se ne conosce il nome.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *