Santa Faustina: la misericordia della preghiera, del silenzio e della prudenza

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FaustinaZenit di Osvaldo Rinaldi

L’anno giubilare della divina misericordia ha richiamato tante volte la figura di Faustina Kowalska, la donna che ha ricevuta la grazia di essere destinataria ed apostola del messaggio dell’amore infinito di Dio per ogni sua creatura.

La celebrazione della ricorrenza di questa grande santa della Chiesa consente di approfondire la mistica e la spiritualità della misericordia divina, che Dio ha voluto lasciare al mondo intero per risollevare l’uomo dalle sue miserie, dai suoi limiti e dai suoi peccati.

Nel celebre Diario di Faustina Kowalska troviamo le seguenti parole: “L’anima deve essere fedele alla preghiera, nonostante le tribolazioni, l’aridità e le tentazioni, poiché dalla preghiera in prevalenza dipende talvolta la realizzazione dei grandi progetti di Dio, e se noi non perseveriamo nella preghiera, mettiamo degli impedimenti a ciò che Iddio voleva compiere per mezzo nostro oppure in noi. Ogni anima ricordi queste parole: e trovandosi in una situazione difficile, pregava più a lungo…”

Queste parole sono davvero consolanti, anche se non sono facili da praticare. Le tante situazioni avverse della vita producono delusione, scoraggiamento e alcune volte anche disperazione, perchè rivelano il fallimento della nostra opera umana e la percezione di un senso di abbandono da parte di Dio. La rivelazione cristiana ci invita in questi momenti di aridità e complicazioni ad essere perseveranti nella preghiera, per trovare in Dio la forza di andare avanti nel compimento della propria missione.

La preghiera può ridare vita e speranza alla crisi di un matrimonio tra marito e moglie che vivono momenti di incomprensioni e delusioni reciproche, la orazione fiduciosa può allontanare un figlio da frequentazioni pericolose e devastanti per la sua vita, la supplica umile può evitare un allontanamento definitivo tra fratelli e sorelle, l’invocazione costante a Dio dona coraggio nell’affrontare difficoltà  economiche e dona luce per riconoscere la sua provvidenza.

Lasciare la preghiera significa diventare d’impedimento al progetto di Dio, il quale non abbandona mai i suoi propositi di salvezza, ma applica tutta la sua inventiva creativià e la sua sorprendevole fantasia per condurre alla salvezza le anime, rimanendo sempre rispettoso della loro libertà.

Un modo essenziale per essere abbracciati della misericordia è quello di coltivare un clima di silenzio del corpo e dell’animo. Il diario di  Faustina Kowalska riporta alcune espressioni davvero illuminanti riguardanti il silenzio: “Il silenzio è una spada nella lotta spirituale (…) L’anima silenziosa è idonea alla più profonda unione con Dio; essa vive quasi di continuo sotto il soffio dello Spirito Santo.
In un’anima silenziosa Iddio opera senza impedimenti…”.

Il silenzio non vuole dire solo assenza di parole e di suoni, ma anche l’allontanamento dall’immagini, dai pensieri e dai desideri personali. Vivere il silenzio significa rientrare in se stessi, ricordarsi di avere un Padre che provvede, pensare constantemente al Figlio di Dio che ci ha lasciato detto quello che vuole da noi, di uno Spoirito Santo che vuole ricordarci come siamo amati da Dio e vuole insegnarci come giungere a possedere i doni preziosi della gioia, della pace e della verità.

Ogni uomo ha il desiderio profondo nel suo cuore di essere compreso. La comprensione nasce dall’ascolto, l’ascolto necessità il silenzio, il silenzio richiede attenzione, l’attenzione vuole la generosità, e la generosità è un dono gratuito di Dio. Noi da Dio chiediamo di essere comprensi e dagli uomini desideriamo di essere capiti.

La generosità di un uomo si riconosce dal fatto che lascia parlare per prima l’altro, ponendosi in una situazione di umiltà di chi si rende disponibile a ricevere piuttosto che a dare, di chi accoglie l’altro non per dare qualcosa ma per donare se stesso, di chi sceglie di condividere la storia prima di raccontare la sua vita.

Porsi sotto lo sguardo di Dio è la forma più alto di silenzio, sull’esempio di Maria che sotto la croce ha vissuto tutto il suo dramma, il suo dolore e la sua speranza sotto gli occhi di suo Figlio Gesù. L’atteggiamento di Maria che ha impresso nel suo cuore e nella sua mente lo sguardo di Gesù, invita ogni uomo a porsi in silenzio sotto lo sguardo della madre, la quale porta impressa gli sguardi di ogni uomo sofferente e bisognoso di conforto.

Ed infine un altra riflessione tratta dal diario di Faustina Kowalska: “Dobbiamo pregare spesso lo Spirito Santo per ottenere la grazia della prudenza. La prudenza si compone di: riflessione, ragionevole considerazione e fermo proposito. L’ultima decisione appartiene sempre a noi…”.

La prudenza è una virtù provata, perchè richiede di misurare le parole quando si viene attaccati, di rispondere senza offendere quando si viene derisi o insultati, di aspettare a prendere la decisione prima di agire con impulso, di dedicare il tempo necessario per evitare di cadere nella trappola diabolica della fretta.

La virtù della prudenza è quella di un padre che ascolta il suo figlio prima di rimproverarlo, di una madre che consola prima di capire meglio cosa è successo, di un figlio che prima dii fare qualcosa che gli da pensiero si rivolge ai suoi genitori, di un nonno che conoscendo una certa sitauzione del nipote evita di ripetere il rimpovero dei genitori, di una professore che conoscendo il disagio familiare del suo alunno non attua solo castighi ma cerca di capire il suo malessere.

Faustina Kowalska è stata portatrice della divina misericordia, la quale è stata successivamente annunziata con forza da tutti i Pontefici, i quali hanno compreso che la trasformazione del mondo può avvenire solo se l’uomo comprende l’amore infinito di Dio. La misericordia della creazione e dela redenzione sono le due faccie per vivere quotidianamente con quello spirito di gratitudine a Dio che basterebbe per cambiare radicalmente le miserie dell’uomo.

Riportare al centro il messaggio della misericordia, significa restituire dignità ad ogni uomo, il quale ottenuto il perdono dei suoi peccati, diventa capace di portare quella ventata di giustizia, di verità e di bontà che contribuisce a realizzare un mondo più vivibile e gioiso, dove i bisogni dell’altro diventerebbero i nostri e dove la fatiche terrene aprano la via alla speranza nella vita eterna.

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