Sud Sudan: Oxfam e altre 9 ong, “peggiora crisi umanitaria, metà della popolazione dipende da aiuti”

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(Sir)

La crisi in Sud Sudan sta peggiorando: metà della popolazione dipende dagli aiuti umanitari,  con 2,5 milioni di sfollati e 4,8 milioni di persone rimaste senza cibo. Gli scontri, solo nella capitale Juba, hanno già causato almeno 300 vittime e altre decine di migliaia di sfollati, lasciando molte più persone senza cibo, acqua e riparo. E’ l’allarme lanciato oggi da Oxfam e altre 9 organizzazioni umanitarie – Care, International rescue committee, Mercy corps, Christian aid, Danish refugee council, Global communities, Internews, Jesuit refugee service, and Relief international – che fanno appello al governo e all’Esercito di liberazione del popolo sudanese (Spla/Io), per un pieno rispetto del cessate il fuoco nella capitale Juba e nell’intero Paese. Chiedono inoltre al governo e alle forze di pace dell’Onu (Unmiss), di “garantire che le organizzazioni umanitarie possano operare in sicurezza per portare aiuti alla popolazione colpita dal conflitto”. “Se le condizioni di sicurezza peggioreranno, fornire aiuti sarà logisticamente impossibile. – spiega Alessandro Cristalli responsabile per il Corno d’Africa di Oxfam Italia – A oggi siamo riusciti a scongiurare la carestia nelle aree più difficili da raggiungere, ma se non avremo modo di operare a pieno regime le conseguenze saranno catastrofiche”. A causa del recente peggioramento della situazione, molte organizzazioni hanno dovuto infatti ridurre temporaneamente il loro personale nel paese. Mentre scorte di cibo, acqua e materiali di primo soccorso sono stati saccheggiati anche dopo il raggiungimento del cessate il fuoco. Da qui l’appello al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, affinché “assicuri la protezione dei civili, garantendo che le organizzazioni umanitarie possano lavorare in sicurezza in tutto il Paese”.

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