Sabato l’incontro su lavoro e comunità, Franco Veccia “Abbiamo bisogno di un nuovo umanesimo”

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DIOCESI – Le Diocesi di Ascoli Piceno e di San Benedetto del Tronto – Ripatransone – Montalto, grazie all’impegno dei rispettivi Ufficio di Pastorale del Lavoro e con il supporto delle Parrocchie di Santa Maria Goretti di Offida, Madonna di Fatima della Valtesino di Ripatransone e della Chiesa Santa Maria Assunta di Cossignano, organizzano per sabato 23 Luglio alle ore 18.30 ad Offida un convegno/dibattito con tema: “Il mondo del lavoro e la Comunità, verso quale futuro?”.

Presenti importanti personalità del mondo del lavoro, delle università e del panorama politico italiano, tra cui: l’Economista Luigino Bruni, l’.On. Cesare Damiano, il Rettore Gianluca Gregori, il presidente delle ACLI Marche Francesco Baldoni.

Educazione, condivisione, testimonianza: sono state queste le tre parole cui ha introdotto la conferenza Stampa di Giovedì 21 Luglio presso la sede provinciale delle Acli ad Ascoli Piceno Franco Veccia per la pastorale sociale e del Lavoro Diocesi di S. Benedetto del Tronto per la presentazione del Convegno alla stampa locale.

Sono intervenuti anche don Luis, parroco della Parrocchia Madonna di Fatima di Valtesino di Ripatransone, don Nicola parroco della Parrocchia Santa Maria Assunta di Cossignano e don Giuseppe parroco della Parrocchia di Santa Maria Goretti di Offida.

“Il lavoro è una vocazione, perché nasce da una chiamata che Dio rivolse fin dal principio all’uomo, perché coltivasse e custodisse la casa comune”. Così, nonostante il male che ha corrotto il mondo e anche l’attività umana, nel lavoro libero, creativo, partecipativo e solidale l’essere umano esprime e accresce la dignità della propria vita“.

Franco Veccia, direttore dell’Ufficio Pastorale del lavoro della diocesi di San Benedetto del Tronto dichiara: “Occorre formare a un, dove l’uomo, e non il profitto, sia al centro; dove l’economia serva l’uomo e non si serva dell’uomo.

Educare aiuta a non cedere agli inganni di chi vuol far credere che il lavoro, l’impegno quotidiano, il dono di sé stessi e lo studio non abbiano valore.
Oggi, nel mondo del lavoro, ma in ogni ambiente, è urgente educare a percorrere la strada, luminosa e impegnativa, dell’onestà, fuggendo le scorciatoie dei favoritismi e delle raccomandazioni.

Qualsiasi forma di lavoro presuppone un’idea sulla relazione che l’essere umano può o deve stabilire con l’altro .  Il lavoro dovrebbe unire le persone, non allontanarle, rendendole chiuse e distanti. Occupando tante ore nella giornata, ci offre anche l’occasione per condividere il quotidiano, per interessarci di chi ci sta accanto, per ricevere come un dono e come una responsabilità la presenza degli altri.
Oggi ci sono persone che vorrebbero lavorare, ma non ci riescono, e faticano persino a mangiare. Si incontrano tanti giovani che non lavorano: davvero, sono i nuovi esclusi del nostro tempo, e vengono privati della loro dignità. La giustizia umana chiede l’accesso al lavoro per tutti”.

Di fronte alle persone in difficoltà e a situazioni faticose – penso anche ai giovani per i quali sposarsi o avere figli è un problema, perché non hanno un impiego sufficientemente stabile o la casa, – non serve fare prediche; occorre invece trasmettere speranza, confortare con la presenza, sostenere con l’aiuto concreto. E’ quello che come Chiesa locale stiamo cercando di fare  nel nostro territorio con queste iniziative cercando anche di presentare delle istanze, progetti delle aziende e di giovani del territorio da sottoporre alle istituzioni Regionali e Nazionali”.

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