Parolin: “Per terrorismo serve intelligence, ma soprattutto un intervento culturale”

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“Lo scenario mondiale ci preoccupa molto perché purtroppo vediamo come aumentano gli odi, le divisioni, le contrapposizioni ed è sempre più difficile risolvere questi conflitti e trattarli secondo criteri di giustizia, di dignità e di solidarietà”. Così il cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin ha commentato con la stampa gli odierni fatti di cronaca internazionale, dal tentato golpe in Turchia al tragico attentato a Nizza.

Il porporato è stato interpellato dai giornalisti a margine della presentazione della Relazione annuale sanitaria e scientifica dell’Ospedale Bambino, che si è svolta ieri pomeriggio presso la Casina Pio IV, sede della Pontificia Accademia delle Scienze in Vaticano.

“Non ci sono parole”, ha detto il card. Parolin parlando della strage del 14 luglio sulla Promenade des Anglais. “A mio parere è un’espressione di odio puro: andare così alla cieca contro persone riunite  in un momento di festa, massacrare bambini e anziani. Veramente uno si chiede che cosa stia succedendo. Dobbiamo lavorare tutti insieme per cercare di capire quali sono le cause di questi fenomeni così drammatici e dolorosi e poi evidentemente di superarli”.

“Naturalmente – ha sottolineato il Segretario di Stato – l’intervento deve avvenire a più livelli: ci sarà un intervento di intelligence, perché è necessario per la sicurezza, ma l’intervento deve essere soprattutto di tipo culturale per estirpare le radici di questi fenomeni e aiutare le popolazioni e le persone ad accettarsi reciprocamente, e far sì – lo dice spesso il Papa – che le differenze, che pur ci sono, diventino un’occasione di arricchimento reciproco e non di scontro e di lutto”.

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