Gioco d’azzardo: da Nord a Sud è grande l’impegno di contrasto delle Caritas

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AzzardoDi Gigliola Alfaro

Fare rete, informare, formare, sensibilizzare, prevenire e, in alcuni casi, prendere in carico. Da Nord a Sud è questo il fil rouge che lega idealmente gli interventi delle Caritas diocesane per il contrasto del gioco d’azzardo patologico. Sono tanti i progetti portati avanti negli ultimi anni per combattere quello che solo apparentemente è un “gioco”, ma che si rivela nel tempo come una vera e propria dipendenza. Un “gioco” che spesso diventa l’anticamera dell’inferno, perché sono tante le famiglie che finiscono nel tunnel dell’usura.“Tra le difficoltà che riscontriamo – ribadisce Cinzia Neglia, operatrice dell’Ufficio promozione umana di Caritas italiana– c’è la mancata percezione del rischio che comporta il gioco d’azzardo patologico”.Per questo le Caritas diocesane sono impegnate in prima linea, al momento ognuna con un suo progetto, ma presto potrebbero esserci novità:

“Anche se per ora è a livello embrionale – afferma Neglia –, è nata l’idea di creare un collegamento a livello nazionale.

Probabilmente si attuerà in Caritas italiana un tavolo di coordinamento e un progetto nazionale, nel quale far confluire le buone pratiche già attuate per metterle a disposizione di tutti. In questo modo avremo una metodologia che possa essere più ricca, efficace e ‘contagiosa’”.

Progetti finanziati dall’8xmille. Molti dei progetti portati avanti dalle Caritas diocesane italiane per il contrasto del gioco d’azzardo sono finanziati grazie all’8xmille. È il caso di Reggio Calabria dove è stato attivato il progetto “Ma la vita non è un colpo di fortuna”, che ha previsto azioni di sostegno, accompagnamento e prevenzione del gioco d’azzardo patologico, attraverso un lavoro in rete con le altre associazioni, i servizi territoriali, i medici di base; consulenze specifiche; servizio di ascolto informativo; gruppi di auto-aiuto familiare; spazi di socializzazione; servizio di supporto al reddito attraverso la distribuzione di buoni spesa da usare nei supermercati, sotto il monitoraggio di un volontario per promuovere acquisti responsabili.Anche a Tricarico è stato avviato un progetto della Caritas grazie all’8xmille, con la creazione del centro di ascolto “Il pozzo di Sicar”, centri d’ascolto itineranti nelle parrocchie, un numero verde, la presa in carico di soggetti in difficoltà prima dell’intervento dei servizi, una rete con parrocchie, Sert, Asl, volontari, comunità locali e Uepe (Ufficio per l’esecuzione penale esterna), supporto medico-legale, formazione, progetti personalizzati per persone e famiglie, collaborazione con le scuole, una pagina Facebook.“Game over” è il progetto, sempre finanziato dall’8xmille, messo in campo dalla Caritas di Messina–Lipari–S. Lucia del Mela, con il quale è diventata partner del coordinamento messinese del movimento nazionale “Mettiamoci in gioco”. Tra le attività, una campagna di comunicazione, attività di ascolto, presa in carico e sostegno ai giocatori, percorsi personalizzati di cura, un incontro di formazione per giornalisti, uno spettacolo teatrale con le scuole. ACaltanissetta, nell’ambito di un progetto realizzato con l’8xmille, la Caritas ha realizzato un “Flag mob” con tutte le scuole della diocesi, ha distribuito volantini, con la scritta “Vuoi vincere? Smetti”, davanti alle sale bingo.

“(S)Lottiamo contro l’azzardo”:

la Caritas di Roma, che grazie a un finanziamento dell’8xmille, promuove sussidi e incontri di formazione, ha creato una rete con l’Ufficio per la pastorale della famiglia, la Fondazione antiusura “Salus Populi Romani”, l’Azione cattolica, partecipato a slot mob. La Caritas di Pisa ha promosso uno sportello di consulenza e sostegno contro la dipendenza da gioco d’azzardo “Mind the Gap”, finanziato con l’8xmille.

Tante iniziative. La Caritas Ambrosiana partecipa attivamente all’iniziativa

“Milano no slot: accoglie e orienta” con uno sportello rivolto alle famiglie.

Grande è il lavoro di prevenzione, l’ascolto telefonico, incontri di sensibilizzazione per gli anziani, indagini sul fenomeno. Sono 41 le famiglie seguite al momento. La Caritas di Aversa ha dato il via alla formazione per volontari dei centri di ascolto, incontri nelle scuole e gruppi serali dedicati al gap. La Fondazione Exodus della Caritas di Sorrento-Castellammare di Stabia punta molto alla prevenzione, sta accanto alle famiglie e fa opera di sensibilizzazione con i bambini delle quarte e quinte elementari e i ragazzi delle scuole medie, per i quali ha realizzatoun gioco dell’oca modificato, per insegnare la differenza tra scelte di spesa sicure e la sorte.Il progetto della Caritas di Vigevano si basa su comunicazione e informazione, una pagina Facebook, la formazione di assistenti sociali, incontri nelle scuole, l’attivazione di tre sportelli di ascolto per giocatori e familiari e altrettanti nelle scuole, un camper, collaborazione con Sert e associazioni. A Vicenza il progetto della Caritas ha i suoi punti di forza nella formazione degli operatori, nella mappatura del fenomeno realizzato con la Asl, nella rete con scuole, privato sociale, banche, associazioni, nella distribuzione di volantini informativi, in un corso per sportellisti bancari. A Nardò sono state promosse iniziative nelle scuole e con gruppi parrocchiali, formazione per le équipe che si occupano del problema, la collaborazione con Sert e Università del Salento. È stato anche realizzato uno studio dal quale è emerso che il gap è collegato allo shopping compulsivo e all’infedeltà. A Foligno la Caritas ha partecipato a diversi slot mob, a uno spettacolo teatrale e a una raccolta firme.L’impegno di Torino sul contrasto del gioco d’azzardo si sta ampliando a livello regionale, con il coinvolgimento di tutte le Caritas e gli Uffici di pastorale della salute di Piemonte e Valle d’Aosta: l’obiettivo è creare delle équipe che si occupino di questi problemi.

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